“Pazienti che convivono con una stomia, condizione di disabilità permanente che impone l’utilizzo quotidiano di dispositivi medici salvavita, costretti a pagare di tasca propria presidi per i quali la normativa nazionale garantisce l’esenzione totale. Accade da mesi nel territorio dell’ASP di Catanzaro, dove diverse sanitarie convenzionate impongono ai pazienti il versamento di una quota di compartecipazione al momento del ritiro dei dispositivi”. E’ quanto afferma la Fais OdV (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), organizzazione nazionale di rappresentanza dei pazienti, che ha raccolto numerose segnalazioni dal territorio e ha acquisito direttamente dai pazienti segnalatori le copie delle ricevute emesse dalle sanitarie convenzionate.
Seicento euro all’anno non dovuti
La Federazione aggiunge: “L’impatto economico sulle famiglie è significativo. Secondo le rilevazioni della Federazione, i costi sostenuti dai pazienti per integrare le forniture insufficienti dei presidi possono arrivare a 600 euro all’anno e oltre per singolo assistito, un esborso che si traduce in un onere ingiustificato per nuclei familiari spesso già provati dalla cronicità della patologia, dalla riduzione della capacità lavorativa che la condizione di stomizzato frequentemente comporta e dalle ulteriori spese sanitarie connesse alla gestione quotidiana della stomia. Sono famiglie che stanno affrontando la cronicità di una patologia complessa e, in molti casi, una riduzione significativa della capacità reddituale”, sottolinea Spena. Imporre loro un esborso di centinaia di euro all’anno per dispositivi che la legge dovrebbe garantire gratuitamente costituisce una doppia ingiustizia: sanitaria e sociale. La Federazione sta attualmente vagliando, anche con il supporto dei propri legali, la legittimità e la regolarità formale di tali documenti. “Stiamo parlando di un diritto fondamentale tutelato dall’articolo 32 della Costituzione e di Livelli Essenziali di Assistenza che lo Stato ha l’obbligo di garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale – dichiara Pier Raffaele Spena, Presidente Nazionale Fais Odv -. Non è tollerabile che, nella stessa Regione, esistano pazienti di serie A, che ricevono i presidi gratuitamente presso le farmacie distrettuali dell’ASP, e pazienti di serie B, che si trovano a pagare per gli stessi identici dispositivi quando si rivolgono alle sanitarie convenzionate. È una disparità di trattamento illegittima che si protrae da troppo tempo, sulle spalle dei più fragili”.






