Genova - Si è aperto con un ricordo delle cinque vittime delle Maldive l'appuntamento "Nel blu dipinto di blu. Tutelare la natura e generare prosperità: clima, biodiversità ed economia del Mediterraneo", nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), presieduto dall'ex ministro Enrico Giovannini, e organizzato in collaborazione con Costa Edutainment all'Acquario di Genova. Sul maxischermo sono state proiettate le foto della docente e ricercatrice Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, del biologo Federico Gualtieri, dell’assegnista Muriel Oddenino e del dive master Gianluca Benedetti. Il loro ricordo è stato accompagnato da un lungo applauso. A ricordare la professoressa Montefalcone anche Roberto Danovaro, professore di Ecologia e Sostenibilità Ambientale all'Università politecnica delle Marche, membro dell'Accademia europea delle scienze e tra i protagonisti dell'appuntamento odierno promosso da ASviS: "Monica seguiva il restauro e la protezione della posidonia oceanica in relazione proprio alla diga di Genova - ricorda il docente -. Si tratta di una bellissima infrastruttura e Monica stava contribuendo a proteggere gli habitat e a rendere compatibile lo sviluppo portuale con il rispetto della natura". Oltre a lui, a ricordare la docente anche l'Acquario con Silvia Lavorano, curatrice generale di Costa Edutainment, che ricorda la collaborazione con Montefalcone nell'ambito delle crociere scientifiche. L’intervento del ministro Musumeci Il ministro della Protezione civile e delle Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha partecipato all'evento di Asvis con un videomessaggio durante al quale ha ricordato che il Mediterraneo “è il grande malato” e che appuntamenti come il Festival dello Sviluppo sostenibile è necessario per “ridare dignità ad una scadenza che appare sempre più prossima e con qualche incertezza di piena realizzazione, ovvero l'Agenda 2030”. Il ministro ha ricordato che “una transizione per mantenere un equilibrio sostenibile arriva in ritardo” ma il governo è “comunque pronto a fare la propria parte, dotandosi di strumenti quali il Piano nazionale per l'adattamento al cambiamento climatico, voluto già nel 2016 da un altro esecutivo, ma che nel 2022 non era stato ancora definito e varato. La grande attenzione del governo Meloni al mare – prosegue Musumeci - è testimoniata dall'istituzione dopo decenni di assenza di una struttura ministeriale con una funzione e una capacità di coordinamento e programmazione”. Poi c'è il Piano del mare che, ricorda il ministro, “in una ventina di obiettivi stabilisce la politica dell'Italia verso questo elemento essenziale della natura. E l'economia blu che ci impegna a lavorare sempre di più su questo fronte. In Italia – sottolinea - oltre un milione di persone lavorano nell'economia del mare e 250 mila imprese circa, con un contributo al Pil che va ben oltre l'11%”. Il ministro aggiunge che sul piano normativo è “di poche settimane fa l'approvazione del disegno di legge per la valorizzazione della risorsa mare, che rivede alcuni punti del codice della navigazione, del codice per il turismo da diporto ad esempio. E' un'attività che mette assieme gli attori pubblici e privati di una frontiera che è densa di speranze, sebbene caratterizzata da crisi e incertezze”. Non ultima, aggiunge Musumeci, la legge sulla dimensione subacquea “che consente di poter regolamentare l'attività pubblica e privata, militare e civile subacquea. Il Mediterraneo – ribadisce - è il grande malato, a cui bisogna stare vicino, al capezzale, ma è al contempo una grande risorsa della quale non possiamo non cogliere l'opportunità, accostandoci con grande rispetto. Le sfide impongono a questo governo di lavorare con grande responsabilità”. Secondo il ministro è necessario superare un ostacolo culturale, ovvero “la non piena consapevolezza delle comunità interessate per assolvere un compito fondamentale: qualunque legge calata dall'altro non ottiene risultati se non c'è la condivisione di chi in quelle realtà vive ogni giorno”.