“A fronte delle dichiarazioni bellicose” del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “dobbiamo continuare l’operazione militare speciale fino al raggiungimento dei nostri obiettivi”, ha dichiarato Dmitry Peskov da Pechino, citato dalla Tass. Il portavoce del Cremlino punta il dito contro le parole del presidente di Kiev, secondo cui l’Ucraina avrebbe preparato un piano per colpire la Russia a giugno. “Non contribuiscono a una soluzione pacifica del conflitto”, ha affermato Peskov: “Sentiamo ripetutamente dichiarazioni bellicose. Questo non è il tipo di dichiarazioni che favorirebbero uno spirito di dialogo e di pace”.
La Russia dunque inasprisce i toni proprio mentre l’Europa prova a costruire un ponte con Mosca. Dopo l’esortazione al dialogo con Putin giunta dal premier finlandese Stubb, il Financial Times certifica la volontà europea di cambiare rotta: da “nessun dialogo con Putin” alla ricerca di un pontiere come mediatore; tra i papabili Angela Merkel e Mario Draghi. Secondo la testata londinese, i ministri degli Esteri del Vecchio Continente “discuteranno i meriti dei possibili candidati in una riunione dell’UE a Cipro, la prossima settimana, dopo che Washington e Kiev hanno espresso il loro sostegno a un dialogo tra l’Europa e il presidente russo sulla guerra in Ucraina”. Donald Trump non sarebbe contrario al tentativo europeo, per affiancare il canale di mediazione tra Mosca e Washington.










