L'ex cancelliera tedesca sprona l'Europa a guidare le trattative tra Mosca e Kiev ma si chiama fuori (e brucia illustri candidati italiani)
Per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina è scoccata l’ora dell’Europa. Su questo, per una volta, concordano ora sia Mosca che Kiev. Dopo aver azzerato gli aiuti all’Ucraina, poi tentato senza successo di mediare un accordo, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno di fatto abbandonato il campo – distratti nell’immediato dalla crisi nel Golfo, preoccupati sul lungo termine dal confronto con la Cina. Russia e Ucraina nel frattempo continuano a colpirsi a vicenda, con danni, morti e feriti ormai da ambo le parti. Ma entrambi i Paesi danno al contempo segnali di voler tornare a negoziare, anche se da punti di partenza lontanissimi. Alla vigilia della partenza di Vladimir Putin per la Cina, il Cremlino ha ribadito di guardare con interesse alla possibilità di riaprire il dialogo con l’Europa, svolta (teorica) già delineata da Putin lo scorso 9 maggio in risposta alle aperture del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. E proprio parlando con l’ex premier portoghese ieri sera Volodymyr Zelensky ha spronato l’Ue: «Siamo d’accordo che l’Europa debba essere coinvolta nei negoziati. È importante che l’Europa abbia una voce forte e una presenza in questo processo, e vale la pena determinare chi rappresenterà esattamente l’Europa».














