Nonostante tutto la proprietà l'ha lasciato al suo posto e, alla fine, i frutti sono arrivati. Titolo nazionale e il sogno di alzare per la prima volta nella storia dei Gunners la Coppa più bella, nella finale di Champions contro i campioni in carica del Psg. Arteta ha passato i primi anni a far sviluppare ai suoi un calcio straordinario dal punto di vista estetico. Certe uscite dal basso si possono ancora vedere su youtube e sono una gioia per gli occhi. L'Arsenal, però, arrivava sempre vicino al traguardo senza portare a casa nulla. Ecco perché, da un anno e mezzo circa, l'approccio è cambiato. L'allenatore spagnolo ha deciso di ribaltare certi concetti, sempre basandosi sul calcio posizionale, ma forzando l'idea di un'occupazione molto rigida degli spazi, senza troppa fluidità e poche rotazioni. Il livello spettacolare si è abbassato di molto ma è aumentata la concretezza difensiva. L'Arsenal è tornata ai tempi in cui veniva chiamata "boring", senza troppi slanci offensivi se non quelli che nascono dalle capacità individuali di interpreti di alto livello. E' una squadra, ora, che sa uscire al meglio dalle situazioni "sporche", in qualche caso anche forzando certi atteggiamenti (vedi il fallo tattico o il prolungato restare a terra dopo un contatto per spezzare il gioco). Sa padroneggiare i ritmi della partita a proprio piacimento approfittando dello sfruttamento scientifico delle palle inattive, soprattutto i calci d'angolo, con schemi a volte al limite del regolamento. L'allenatore specialista delle situazioni a palla ferma è Nicolas Jover che, quest'anno, ha avuto il valore di un bomber da 22 gol, tanti sono quelli arrivati in stagione in questo modo. Il merito, però, è tutto di chi va in campo. La rosa dei londinesi fa paura, soprattutto per il livello dei cambi che permettono ad Arteta di ribaltare le cose a partita in corso o far rifiatare i cosiddetti titolari. Sulle fasce può scegliere tra Saka, Madueke, Trossard e Martinelli. Dietro la punta centrale c'è la soluzione Eze od Odegaard. Senza contare l'apporto del giovanissimo e promettentissimo Dowman. Come attaccante Arteta può contare su Gyökeres, Havertz o Gabriel Jesus. In mezzo al campo ci sono Rice, Zubimendi, Merino (rimasto fuori a lungo per infortunio) o Lewis-Skelly. In difesa, davanti a Raya, si può scegliere tra White, Gabriel, Saliba, Hincapié, Calafiori, Mosquera o Timber.