di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Prima è toccato a energia e microchip, ora agli asset strategici necessari alla produzione agricola: l’obiettivo dell’Unione europea è evitare nuovi choc alimentari e inflazione
Dopo il gas, i microchip e le terre rare, Bruxelles si prepara a mettere in sicurezza anche il cibo. O meglio: ciò che rende possibile produrlo. Fertilizzanti, nutrienti agricoli, approvvigionamenti chimici. Materie che fino a pochi anni fa appartenevano alla geografia invisibile della globalizzazione e che oggi stanno entrando nel lessico della sicurezza strategica europea.
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha riportato al centro dello scenario un passaggio cruciale come lo Stretto di Hormuz, da cui transita una quota enorme del commercio energetico mondiale. Ma insieme a petrolio e gas passa anche una parte rilevante dei fertilizzanti destinati all’agricoltura globale. Un dettaglio tecnico solo in apparenza. Perché da quei prodotti dipendono raccolti, prezzi alimentari e stabilità sociale.










