CANNES – Il regista russo dissidente Andrej Zvyagintsev, conosciuto dai cinefili per i film Leviathan e Loveless è tornato al festival dopo nove anni. In questo tempo è successo di tutto a livello personale e politico. Mentre Putin invadeva l’Ucraina il regista è entrato in coma, a seguito di una grave reazione al vaccino russo Sputnik V nel 2021, poi è rimasto per un anno su una sedia a rotelle.

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Dopo essersi curato in Europa, dove ora vive in esilio, il cineasta sessantaduenne ha iniziato a lavorare a Minotaur, in concorso nella sezione principale di Cannes. Due volte candidato al premio Oscar, il regista non realizzava un film da nove anni, fermato dalla malattia ma anche da problemi di natura produttiva dopo che i suoi precedenti film gli hanno causato non pochi problemi con il governo di Putin. "La pandemia mi ha colpito duramente. Ero costretto a letto. Non riuscivo a muovere le mani. Non riuscivo a muovere le gambe", ha dichiarato a The Hollywood Reporter in vista della première a Cannes.

"Leviathan" in sala il 7 maggio dopo Cannes e il Golden Globe

Questo nuovo film Minotaur (molto applaudito ieri sera alla première) riparte dalla denuncia della corruzione dell’amministrazione russa. Definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022, il film ha per protagonista Gleb, affermato dirigente d'azienda, che si ritrova sotto assedio: a causa dell’operazione speciale in Russia si ritrova a dover sacrificare alcuni dei suoi lavoratori e mentre la pressione si fa sempre più alta e molti giovani trovano un modo per lasciare il paese, Gleb scopre che sua moglie lo tradisce.