Pera Toons, il fumettista dei record lancia una serie tv: "I cartoni di oggi? Più veloci, come l'attenzione dei bambini. Prima di scrivere, penso a mia figlia"
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento per assicurare che semi e piante da vivaio rispettino non solo le caratteristiche dei luoghi in cui saranno utilizzati, ma siano capaci di resistere ai cambiamenti climatici
Le foreste coprono circa 160 milioni di ettari nel territorio dell'Unione europea, pari al 39 per cento della superficie totale. In controtendenza rispetto al resto del mondo, dove la copertura forestale è in calo, nell'Ue la superficie boschiva è cresciuta di oltre il 5 per cento negli ultimi trent'anni, con sei Paesi (Svezia, Spagna, Finlandia, Francia, Italia e Germania) in cui si trovano oltre i due terzi del totale dei boschi.
Quando un incendio, una tempesta o un'alluvione distrugge un bosco, bisogna ripiantare gli alberi. Per farlo si usano semi e piantine prodotte in vivaio, e fino ad oggi ogni Stato membro dell'Ue gestiva questa filiera con regole proprie ma non sempre rispettando le caratteristiche del luogo.
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva un nuovo regolamento che armonizza le legislazioni. Presto semi, piantine e talee destinati al rimboschimento dovranno essere certificati, tracciabili e scelti in base alle condizioni climatiche del sito di destinazione, compreso il clima atteso nei prossimi decenni, in modo da assicurare che il rimboschimento funzioni. Il testo introduce anche l'obbligo di cooperazione tra Paesi confinanti quando le calamità attraversano le frontiere, e la possibilità di predisporre piani di emergenza per garantire scorte sufficienti di materiale in caso di grandi rimboschimenti improvvisi.










