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Due condanne confermate e un’assoluzione. A distanza di 15 anni dai fatti denunciati dalla storica famiglia di vinai romani, Bernabei, è terminato ieri il processo d’Appello che vedeva imputati per il reato di concussione tre vigili urbani e un geometra (quest’ultimo nel frattempo deceduto). Per due "pizzardoni" sono state confermate le condanne a 4 anni e 8 mesi (Duilio Valente) e 3 anni e 3 mesi (Giancarlo Vicari). Mentre per quanto riguarda la posizione di Spartaco Pierotti non è stato possibile raccogliere prove sufficienti a dimostrarne la colpevolezza. Viene dunque confermata la bontà dell’azione intrapresa dai tre fratelli Bernabei che nel 2011 denunciarono - inizialmente senza essere né ascoltati né creduti dai vertici della Municipale - di essere finiti nel mirino di un gruppo di agenti che pretendeva mazzette per "chiudere un occhio" su un presunto abuso edilizio in un ufficio di via della Luce, a Trastevere, sede della PiùBlu, società della galassia Bernabei.

Un abuso, tra l’altro, che i vigili urbani dell’"ufficio edilizia" avrebbero peraltro scoperto attraverso un esposto che si sarebbe poi rivelato falso e creato ad arte proprio per attuare il loro piano, culminato nella richiesta di una mazzetta di 30mila euro. Uno scandalo che il nostro quotidiano, sul finire del 2011, iniziò a raccontare su queste pagine attraverso un’inchiesta, «Vigilopoli», prima ancora che il caso finisse all’attenzione della magistratura inquirente. Ritardi, secondo i Bernabei, dovuti a un tentativo di "ricomponimento" in extremis per evitare che il caso deflagrasse in Campidoglio, allora guidato dal sindaco Gianni Alemanno. E sarebbe stato - il condizionale è d’obbligo - proprio l’attuale Comandante in capo, Mario De Sclavis, l’uomo incarico dall’ex numero uno della Municipale, Angelo Giuliani (assolto nello stesso processo, ndr) per "metterci una pezza" e ricucire gli storici rapporti con i Bernabei.