«La visita del Papa è importante: è un segno di vicinanza alla popolazione che in questi anni ha subito lutti e ferite indelebili. Ed è un incoraggiamento per tutti ad andare avanti», spiega Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, appena terminata la riunione a palazzo Chigi della cabina di regia dedicata alle attività di contrasto alla gestione illecita dei rifiuti nell’area della Terra dei Fuochi. Una riunione alla vigilia della visita, sabato ad Acerra, di papa Leone. Quale è lo stato dell’arte nella Terra dei fuochi?
«È il decimo incontro: ci vediamo con una cadenza quasi mensile con tutti i soggetti coinvolti per mettere a punto tutte le strategie contro gli illeciti e per bonificare e risanare il territorio. Con un prima ed un dopo».Ovvero?«Nei primi vertici le amministrazioni centrali hanno concordato le misure da implementare nel decreto legge, accogliendo le proposte delle forze dell’ordine e degli addetti ai lavori. Poi il Dl 116 del 16 agosto dell’anno scorso è stato il punto di svolta. Poi il secondo tempo è stato scandito nelle riunioni, a palazzo Chigi e sul territorio, in cui correttivi e suggerimenti normativi da parte dei procuratori in una prima fase, sono poi diventati attuativi. Ne cito alcuni che hanno segnato il cambio di passo». Prego.«Anzitutto la control room dedicata al contrasto dei delitti ambientali. Qui, in queste sala operativa interforze, si raccolgono le immagini delle zone più sensibili, quelle usate da sempre per abbandonare i rifiuti. Prima, per capirci, per individuare il responsabile bisognava sperare nella segnalazione di qualcuno e poi in genere si procedeva con una denuncia a piede libero. Oggi invece con telecamere e droni le forze dell’ordine riescono ad intervenire quasi subito e con la flagranza differita, inserita nel decreto, c’è l'arresto. Questo è stato il vero cambio di passo. Basta guardare i risultati: tra il primo gennaio e il 15 maggio 2025 sono state denunciate 151 persone e arrestate 4 per illeciti ambientali; nello stesso periodo di quest’anno si passa a 563 denunce e 34 arresti. E così via sono stati incrementati i controlli nei siti produttivi e sono aumentati i relativi sequestri». È appena terminata la riunione in cabina di regia: cosa si è deciso?«È stata l’occasione per fare il punto su alcune osservazioni sollevate dai procuratori. In passato avevano fatto notare il numero insufficiente di tecnici per la caratterizzazione dei rifiuti, strumento necessario per le inchieste. Ma ne avremo 23 in più a disposizione tra qualche giorno: 15 provenienti dall’Ispra, 8 appena assunti da Arpac. Poi c’è il progetto di far dialogare la control room con le telecamere dei vari comuni e il progetto di Fabio Ciciliano affinché gli screening sanitari siano fatti dai 40 e non dai 50 anni in su: con le risorse commissariali, quindi, ci saranno maggiori probabilità di scoprire prima eventuali patologie. Un modo per dare ulteriori garanzie alla popolazione». Sembra soddisfatto del lavoro che si sta portando avanti. «Lo sono. Guardi il problema, per la prima volta, viene affrontato in maniera collegiale e sotto tutti i punti di vista. Non era mai accaduto: prima solo interventi sporadici che hanno visto sedimentare però i nodi critici. Ci saranno i risultati divisi in breve, medio e lungo periodo. Anzitutto ripulendo tutte le strade di rifiuti, in molti casi lasciati lì da anni, e non dando così la percezione di un territorio abbandonato. E, ad oggi, abbiamo rimosso 620 metri cubi di rifiuti. Poi la risposta in termini di contrasto al fenomeno credo possa sollecitare anche i comuni a fare la propria parte. Non siamo, insomma al punto zero, ma in una fase molto avanzata». Come è stato possibile dopo anni? «Con il metodo Giubileo: meno burocrazia e obiettivi fissati da raggiungere. E, guardi, spero che vedere le strade senza rifiuti e senza roghi dia la necessaria fiducia per chi vive in quei territori e da anni chiedeva interventi». La visita del Papa è proprio per dare vicinanza a chi vive nella Terra dei Fuochi.«Una visita importante ed un segno di vicinanza per chi ha subìto in questi anni lutti e ferite indelebili ed un oltraggio alla propria vita quotidiana. E, come sempre accade quando il Papa visita cittadini in balia di violenze, c’è sempre un incoraggiamento ad andare avanti. Poi da esponente del governo sono contento che la visita avvenga in una fase storica in cui c’è la massima attenzione su questo territorio. Che non si ferma e va avanti: il 12 giugno viene inaugurata la nuova villa Andersen a Caivano, un polmone di Parco verde diventato piazza di spaccio e luogo di abbandono per i rifiuti, che sarà restituito alla popolazione».







