Internet 13 aprile 2026 Di recente il TAR del Lazio ha annullato una parte delle nuove regole, che per ora potranno essere applicate solo alle piattaforme con sede in Italia ANSA Il 7 aprile il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio è intervenuto sulla disciplina che regola la verifica della maggiore età per chi visita siti che presentano contenuti pornografici. Con quattro diverse sentenze – sostanzialmente uguali – il TAR del Lazio ha annullato la parte della delibera con cui l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) estendeva l’obbligo di verifica della maggiore età ai gestori di siti pornografici che hanno sede in altri Stati membri dell’Unione europea. I ricorsi sono stati presentati da quattro società: la Tecom Ltd che si occupa di telecomunicazioni, la società di piattaforme streaming Technius Limited, la Hammy Media Ltd che gestisce un noto sito per adulti e la Aylo Freesites Ltd che si occupa di pornografia online. Tutte queste società hanno la sede in Unione europea, ma fuori dall’Italia.
Il TAR ha riconosciuto che la delibera dell’AGCOM non rispettava la direttiva europea sul commercio elettronico. L’AGCOM, infatti, faceva scattare automaticamente l’obbligo di verifica della maggiore età tre mesi dopo la pubblicazione della lista dei siti interessati. Invece, secondo la procedura prevista dalla direttiva, l’Italia avrebbe dovuto prima chiedere allo Stato membro sede della società di intervenire e, nel caso in cui gli interventi fossero risultati inadeguati, avrebbe dovuto notificare alla Commissione europea e allo Stato membro l’intenzione di adottare provvedimenti.






