Hanno raggiunto il 2% del Pil alla spesa per le armi grazie a un trucco contabile in accordo con la Nato. Vogliono arrivare al 5% del Pil entro nel 2035: una cifra spaventosa che oggi equivarrebbe a oltre 110 miliardi di euro all’anno, sostiene l’Osservatorio Mil€x. È stata imposta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Questa è l’eredità del governo Meloni.

UNA FOLLIA: di questo stiamo parlando. Ed è stata accettata pensando di compiacere il padrone. In fondo, il 2035 è lontano, Trump forse non sarà più alla Casa Bianca. Scordiamoci il passato: chi ha avuto ha avuto (le lobby militari euro-atlantiche); chi ha dato ha dato (i cittadini che pagheranno infinite tasse in più e perderanno i servizi sociali residui ancora in piedi). Sarebbe la trasformazione del Welfare in un Warfare. Non avrebbe lo stesso significato della «fine della civiltà» annunciata da Trump con il pupazzo di un coniglio gigante alle spalle. Ma anche quando il potere è ridicolo va preso sul serio. E il regime di guerra che la Nato, e la commissione von der Leyen in Europa, intendono costruire è tremendamente serio. Del resto, in tempi di distopie, anche l’immaginazione più aberrante può diventare realtà.

BISOGNA prestare attenzione ai numeri della nuova economia di guerra. È quello che sta facendo l’Osservatorio Mil€x. Il governo Meloni non ha in effetti raggiunto il 2% di spesa militare per il Pil, ma è come se lo avesse fatto. Questo è stato possibile grazie a un’operazione avallata dalle nuove e più elastiche definizioni dell’Alleanza Atlantica. Il dato indicato è del 2,01%, con una spesa nominale militare di oltre 45 miliardi di euro. In apparenza un balzo enorme rispetto all’1,52% del 2024. Invece, per l’anno in corso, la spesa reale militare si attesterebbe intorno all’1,5% del Pil in linea con la serie storica degli ultimi anni e lontana da quanto è stato comunicato ufficialmente.