In sei stati americani si sono tenute le primarie, tra cui uno in cui il voto per corrispondenza e quello anticipato sono limitati, uno che fa ampio ricorso al voto per corrispondenza e diversi altri che si collocano in una via di mezzo.
Alabama, Georgia, Kentucky, Idaho, Oregon e Pennsylvania sono stati chiamati a scegliere i candidati che si sfideranno in novembre, quando si rinnova l’intera Camera e un terzo del Senato.
Ai repubblicani basterà perdere due seggi alla Camera per perdere la maggioranza: ai democratici ne bastano tre per riprenderla. Al Senato la salita è più ripida: i democratici avrebbero bisogno di guadagnare quattro seggi netti per tornare in maggioranza, partendo da 47 contro 53. Le primarie disegnano il campo di battaglia: chi vince la nomination decide chi scende in pista, e spesso chi scende in pista decide chi vince.
La notizia più importante della giornata arriva dal Kentucky, dove Trump ha ottenuto la sua vendetta più attesa: Thomas Massie, uno dei pochi deputati repubblicani che si era permesso di sfidarlo apertamente, ha perso la candidatura alla rielezione contro Ed Gallrein, ex Navy Seal scelto e sostenuto dal presidente. La corsa è diventata la più costosa nella storia delle primarie alla Camera, con oltre 32 milioni di dollari spesi, e fino alla fine ha visto Massie ironizzare sulla sconfitta: “Ho dovuto chiamare il mio avversario per concedergli la vittoria, e ci ho messo un po’ a trovare Gallrein a Tel Aviv”, ha detto riferendosi ai legami del suo sfidante con i finanziatori pro-Israele. Sempre in Kentucky, un altro candidato scelto da Trump, il deputato Andy Barr, ha vinto la primaria per il Senato.












