Finalmente si muove qualcosa per il secondo lotto della riqualificazione di palazzo Soave denominato progetto “Open Factory”. Il punto di svolta è arrivato lo scorso 30 aprile quando la società milanese Sacee srl ha depositato ufficialmente il progetto esecutivo dell’opera cioè il disegno dettagliato che definisce ogni singolo intervento e che, di fatto, apre la strada alla pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione dei lavori. Ad oggi sono appena stati archiviati i lavori del primo lotto di interventi, un’opera da circa 500mila euro che ha permesso di rimettere in sesto la struttura e gettare le basi del recupero. Ma per il vero salto di qualità, per far decollare la struttura a livello museale e trasformarla in un hub culturale di riferimento per l’intero Lodigiano, si attendeva questa seconda tranche. Si tratta di un finanziamento di 908mila euro ottenuto dal Comune grazie al progetto “Codogno Open Factory” all’interno del bando “Interventi Emblematici Maggiori 2022” della Fondazione Cariplo. Un finanziamento “blindato” dai successivi decreti di stanziamento di Regione Lombardia tra il 2023 e il 2024 e che ora deve essere attuato. Prima di vedere gli operai in cantiere, c’è però da superare un ultimo, delicato scoglio tecnico. L’immobile in questione non è un edificio moderno, ma un bene storico tutelato e quindi deve essere sottoposto a un’attività di verifica e validazione. Un compito che richiede competenze specifiche nel settore del restauro conservativo. Ed dunque è stata avviata la procedura per affidare il servizio di verifica a un professionista o a uno studio d’ingegneria esterno. Una volta individuato l’esperto tramite l’affidamento del servizio, si procederà al controllo definitivo delle carte per poi far partire l’appalto per i lavori.