La leader del Kuomintang prova a ritagliarsi uno spazio tra i due leader, accreditandosi come Signora della pace nello Stretto. Tra viaggi a Pechino, missioni negli Usa e la sfida al governo di Lai.
Il mondo intero pesa le parole del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping. In prima fila c’è Taiwan, sempre a metà tra la speranza di continuare a essere ritenuta uno snodo strategico e il timore di diventare una pedina sacrificabile. Tra i presidenti di Stati Uniti e Cina, prova a incunearsi una donna, che può potenzialmente diventare una figura imprevedibilmente centrale. Si tratta di Cheng Li-wun, la leader del Kuomintang (KMT), principale partito d’opposizione a Taipei con posizioni ultra dialoganti con il Partito Comunista Cinese (PCC). Solo poche settimane prima del summit tra Xi e Trump, Cheng è stata a Pechino per incontrare il leader cinese, nel primo colloquio tra i capi di KMT e PCC dopo quasi un decennio. E, a giugno, Cheng sarà negli Stati Uniti, dove spera di incontrare anche Trump. Non sarà semplice riuscire ad “agganciare” il presidente americano, ma in caso di riuscita l’impatto sulle dinamiche della politica taiwanese e delle relazioni con le due superpotenze potrebbe essere notevole.















