Il vaccino russo contro il virus Ebola, sviluppato presso il Gamaleya Research Institute of Epidemiology and Microbiology potrebbe essere in grado di fornire protezione contro il raro ceppo Bundibugyo del virus Ebola, all’origine dell’epidemia in corso in Africa. Lo riferisce l’agenzia stampa russa Tass, che rilancia un’intervista del direttore scientifico del centro, Alexander Leonidovich Gintsburg, a Izvestia. Secondo lui, la somiglianza genetica di questa variante del virus con il ceppo vaccinale è di circa il 60-70%.«Credo che possa fornire immunità contro questo patogeno, sebbene non lo abbiamo testato. In mancanza di altri mezzi, è necessario utilizzarlo. I medici che lavorano nei focolai di infezione dovrebbero essere protetti non solo con dispositivi di protezione individuale, ma anche con un vaccino già esistente», ha affermato Gintsburg, alla direzione del Centro di Ricerca Gamaleya di Epidemiologia e Microbiologia dal 1997.L’epicentro dell’attuale epidemia di Ebola si trova nella Repubblica Democratica del Congo orientale, nella provincia di Ituri, al confine con l’Uganda. Il servizio sanitario congolese ha ricevuto i primi segnali d’allarme il 5 maggio, ma gli esperti non escludono che il virus si stesse già diffondendo tra la popolazione locale da diverse settimane. La notte del 17 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Ebola nella RD Congo e in Uganda un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.A oggi, nella RD Congo sono stati identificati oltre 500 casi sospetti di infezione e si contano almeno 131 decessi. L’Uganda ha segnalato un caso e un decesso - di cittadini congolesi - mentre 100 persone sono in isolamento.