Il presidente della Regione non farà campagna elettorale per i candidati del centrodestra. In questi ultimi giorni che separano dalle urne, domenica e lunedì, Renato Schifani resterà a Palazzo d‘Orleans e farà solo una puntatina a Roma per impegni istituzionali. Per il resto, non un comizio né una visita nelle città dove la coalizione che lo sostiene si sta presentano spaccata come raramente è accaduto in passato.Schifani ha preso questa decisione proprio perché «dove la coalizione è spaccata non è giusto da parte mia prendere posizione». Il riferimento è ad Agrigento, dove Dc e Lega sostengono Luigi Gentile mentre il resto del centrodestra punta su Dino Alonge. E anche a Enna la coalizione si è spaccata, seppur non ufficialmente: Forza Italia, Fratelli d’Italia ed Mpa sono con Ezio De Rose mentre Lega e Dc, dietro simboli civici, hanno scelto Mirello Crisafulli e il centrosinistra.È una situazione che si replica anche in città non capoluogo ma altrettanto importanti, come Marsala e Termini Imerese. Da qui la scelta di Schifani di non schierarsi, anche perché il presidente sta programmando per il dopo Amministrative il «ritiro» di due giorni con tutti i big dei partiti alleati per serrare le file all’Ars e programmare il rush finale della legislatura che vede già in agenda la manovrina di luglio e quella di fine anno che avranno un budget di 2 miliardi.La scelta di Schifani in questa atipica campagna elettorale è diversa da quella di Fratelli d’Italia.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Comuni, centrodestra diviso. Schifani non scende in campo
Il presidente non farà campagna elettorale per non schierarsi nella sfida fra alleati che sta indebolendo la coalizione nei grandi centri. Ma arrivano i big di Lega e FdI








