Era dell’intelligenza artificiale e cura della persona umana. È questo il centro di “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Leone XIV, che verrà ufficialmente presentata il 25 maggio, un evento che va letto come un passaggio storico, capace di far riflettere la società intera, non solo il mondo cattolico. Passaggio che però non coglierà di sorpresa chi segue il pontificato di Robert Prevost, Leone XIV ha inftti dimostrato fin dai primi momenti del suo pontificato di avere grande attenzione per il ruolo dell’AI e per il suo intreccio con la dignità umana, il lavoro e la giustizia sociale.
Nel primo incontro con i cardinali dopo l’elezione, il 10 maggio 2025, aveva già spiegato la scelta del suo nome pontificale in questi termini: “Il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro.”
Nel corso del primo anno di pontificato Leone XIV, inserito da Time nella top 100 dei personaggi più influenti nel campo dell’AI per i suoi continui moniti su opportunità e rischi, ha citato l’intelligenza artificiale in oltre cinquanta occasioni, quasi una a settimana. Parlando ai giovani durante il Giubileo del mondo educativo aveva detto: “Non lasciate che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia.” In altri interventi aveva denunciato gli algoritmi che “premiano emozioni rapide e penalizzano espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprensione e riflessione.”










