SACILE - Dal «Fair Play» al «Farsi male» è un attimo, quando gli animi si surriscaldano troppo. È quello che è accaduto domenica allo stadio XXV Aprile di Sacile. Doveva essere la Festa dello Sport, ma quello che si è visto tra il campo e gli spalti è stato esattamente il contrario. Una zuffa breve ma molto violenta, tra giovani e adulti, sicuramente alcuni genitori dei ragazzi in campo che sono passati dalle parole ai fatti menando colpi senza ritegno. Addirittura brandendo minacciosamente una bottiglia come un’arma.
I FATTI Ecco la cronaca, poco sportiva. Erano più o meno le 19. In campo le due formazioni under 15 di Sacilese, organizzatrice, e Casarsa della Delizia: avevano appena concluso la finale del torneo legato alla Festa dello Sport organizzato della società biancorossa. Le due compagini si erano già incrociate nella fase a gironi, la settimana scorsa, e gli ospiti avevano avuto la meglio per 1 a 0. Domenica invece la Sacilese ha fatto valere il peso di un titolo provinciale appena guadagnato sul campo ed ha sconfitto il Casarsa con un rotondo 2 a 0. Ma è sugli spalti però che si è visto il peggio. Ancora una volta da parte dei genitori degli adolescenti. Mentre le altre due formazioni ospiti, Maniago e Fiume Veneto, raggiungevano il rettangolo di gioco per le premiazioni, alla base dei gradoni si è liberato un nervosismo decisamente eccessivo per una partita di pallone. IL PARAPIGLIA Forse una parola di troppo ha scatenato il putiferio e nel volgere di qualche istante si è visto di tutto: un uomo minacciare un giovane terrorizzato brandendo una grossa bottiglia di birra, un esagitato accaldato in maglietta maniche corte correre e assaltare un gruppetto di “avversari”, alcuni giovani spendersi chi per alimentare la rissa, chi per cercare di sedarla. Tutto sotto l’obiettivo degli smartphone di chi sedeva sugli spalti e tra le grida dei ragazzini accorsi a bordo campo. C’è scappato qualche colpo proibito, per alcuni istanti lo scambio di colpi ha visto coinvolte 5 o 6 persone aggrovigliate tra loro, un paio di giovani sono finiti travolti a terra. Il più esagitato, un adulto, è stato immobilizzato da dietro. In un filmato si vede perfino l’intervento di una mamma coraggiosa che senza paura si butta in mezzo e strappa dalla mischia il figlio davvero troppo giovane. CONSEGUENZE Nelle ultime settimane Il Gazzettino aveva riportato con orgoglio due episodi di fair play. Stavolta l’episodio da raccontare è stato totalmente diverso «Sicuramente scene che non si dovrebbero vedere sui campi di calcio - commenta il presidente della Sacilese Claudio Salvador - tanto meno per una partita del settore giovanile, un incontro che si era concluso senza problemi in campo. Doveva essere una festa, pochi esagitati l’hanno rovinata». Salvador conferma che per quanto riguarda la Sacilese il brutto episodio finisce lì, non avrà strascichi. «I rapporti con il Casarsa della Delizia, domenica in campo con me c’era anche il loro presidente, restano com’erano, cioè buoni - spiega -. Dopo l’accaduto tutto è ripreso regolarmente, c’era anche l’assessore allo sport Alberto Gottardo, oltre 200 spettatori sugli spalti. Spiace esser qui a parlare di uno sparuto gruppo di individui che evidentemente hanno sbagliato posto». La dirigenza della Sacilese certo non si aspettava un epilogo violento al torneo degli Under 15, ma appena è scoppiata la rissa «Subito alcuni dei nostri dirigenti si sono diretti verso quelli che si picchiavano e sono intervenuti per separarli», racconta il presidente. L’episodio potrebbe aver conseguenze disciplinari? «Dipenderà da cosa avrà scritto l’arbitro sul suo referto, ma non credo dato che, come ho detto subito, in campo la partita non ha riservato sorprese e si è svolta regolarmente. Se poi qualcuno dei coinvolti si reputerà offeso sinceramente non lo so».







