TREVISO Procedimento di espulsione avviato per il 29enne camerunense che lunedì scorso si era scagliato con un taglierino contro un volontario della Caritas. E sempre lui è il responsabile degli atti di vandalismo messi a segno a fine aprile a Monigo quando, durante una notte di follia, sono state danneggiate una ventina di auto in sosta, una addirittura data alle fiamme. Gli agenti della questura, dopo una breve indagine, lo hanno identificato e avviare l’iter di allontanamento dal paese. L’episodio più grave è quello capitato alla Caritas. Il 29enne, mentre si trovava alla mensa di via Vernier, è prima andanto in escandescenza poi, brandendo un taglierino, si è scagliato contro un volontario ferendolo al volto per poi scappare non prima però di aver seminato il panico un po’ ovunque.
Un gesto gravissimo, uno scoppio d’ira che aveva spinto il direttore don Bruno Baratto a chiudere per una settimana tutti i servizi rivolti ai senza fissa dimora, e alle persone più bisognose, per avere il tempo di aumentare le misure di sicurezza: «Lo facciamo per dare più garanzie ai nostri operatori e per la stragrande maggioranza di chi viene qui in cerca di aiuto». Ma non solo. Ancora qualche giorno prima, sempre la stessa persona, di notte, aveva imperversato per Monigo devastando le auto parcheggiate. Il 29enne è stato quindi prima denunciato dalla Caritas per lesioni aggravate e poi dalla questura per danneggiamenti. Ieri gli agenti coordinati dal questore Alessandra Simone lo hanno trovato e identificato dopo qualche giorno di ricerche avviando l’iter burocratico che passa prima per il rifiuto del permesso di soggiorno e poi per la sua espulsione. «Abbiamo messo in campo tutte le misure a disposizione per neutralizzarlo definitivamente - diceva il questore Simone il giorno dopo i fatti accaduti in Caritas - noi valutiamo sempre tutto». Sette giorni dopo il caso è stato risolto. PAURA «Adesso che hanno identificato questa persona chiedo il rimpatrio immediato - dice il sindaco Mario Conte - l’auspicio è che venga fatta giustizia. I nostri cittadini meritano di vivere serenamente, senza dover fare i conti con persone che scelgono di delinquere e danneggiare beni pubblici e privati». Il 39enne sta in città da qualche tempo girovagando qua e là, senza una vera occupazione. Alla Caritas, prima dell’aggressione, si era già distinto per altri intemperanze e atteggiamenti a dir poco sopra le righe: «Abbiamo più volte provato a tentare una mediazione con lui - ha ammesso don Baratto il giorno dopo l’aggressione - ma evidentemente non siamo riusciti nel nostro intento. Dopo l’ultimo episodio abbiamo dovuto denunciarlo». Questo inverno è stato anche ospite per qualche tempo della parrocchia di Monigo ma senza mai legare con nessuno. Uno sbandato che, due settimane fa, di notte, aveva sfogato la sua ieri contro le auto parcheggiate nel quartiere sfasciando vetri e lunotti. Poi il salto di qualità, per così dire, con l’aggressione al volontario a colpi di taglierino. ALLONTANAMENTI Quello del camerunense è solo l’ultimo provvedimento preso negli ultimi giorni verso chi si macchia di atti violenti. Sabato, durante i controlli nell’area della zona rossa che nell’intero fine settimana hanno portato all’identificazione di 600 persone di cui 200 minori, un 37enne nigeriano è stato bloccato dagli agenti di Polizia dopo aver aggredito i controllori della Mom che, a bordo di un autobus, gli avevano chiesto di esibire il biglietto. E quando sono arrivati gli agenti ha tentato di aggredire pure loro. Il questore nei suoi confronti ha quindi emesso un provvedimento di allontanamento. È non è stata l’unica misura emanata in quella giornata. Sabato pomeriggio il secondo allontanamento è stato disposto nei confronti di un 24enne senegalese, già segnalato per spaccio di stupefacenti, sorpreso con alcune dosi di hashish in via Lungosile Mattei. Un terzo provvedimento è stato poi preso dal questore su indicazione dei carabinieri nei confronti di un egiziano 24enne che più volte aveva violato il divieto di allontanamento dalla zona rossa. Il giovane era già stato denunciato da una volante in via Orioli per aver rifiutato di fornire le sue generalità e il permesso di soggiorno durante un controllo. Da qui il primo allontanamento violato a distanza di poche ore, quando in via Fiumicelli era stato beccato dai carabinieri mentre bivaccava in mezzo alla via. Allo straniero, che staziona in città senza un lavoro, è stato ora inibito l’accesso per 6 mesi nell’intero quadrante.








