VENEZIA - Venti giorni fa, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, la nuova norma è entrata in vigore. Ieri mattina, in tribunale, è stata messa alla prova dell'aula. E, in questa prima interpretazione, la legge 54/2026, pensata anche per superare le debolezze della riforma Cartabia, si è rivelata di difficile applicazione: il borseggiatore arrestato venerdì dai carabinieri e trascinato davanti al giudice, infatti, è uscito dalla cittadella della giustizia di piazzale Roma senza che gli fosse confermata l'aggravante prevista con il "decreto sicurezza", che pure gli era stata contesta dal pubblico ministero.
Lady Pickpocket commossa, tassisti e ottici regalano i super occhiali a Monica Poli: «Ora ho le mani libere per poter filmare i borseggiatori» LA NUOVA LEGGE Il testo discusso nei mesi scorsi e convertito in legge il 24 aprile punta a riportare i furti con destrezza nel novero dei reati contro cui è possibile procedere d'ufficio, quindi senza che sia necessaria una querela e - importantissimo nei casi di borseggi a turisti - senza che la parte offesa debba continuare a presentarsi in aula anche a distanza di settimane, dopo la richiesta dei termini a difesa. Per farlo si è scelto di modificare l'articolo 624 bis, aggiungendo questa tipologia di reato lì dove si ricorda che per i furti in abitazione e quelli con strappo l'autorità giudiziaria ha la possibilità di procedere in autonomia; viene però specificato che i borseggi possono essere inclusi in questo elenco solo «in casi particolari».Per ricavare quali eventualità siano intese dal legislatore basta guardare al secondo comma, che parla di chi agisce «direttamente su mezzi di pagamento anche elettronici, documenti di identità, strumenti informatici o telematici o telefoni cellulari, o su somme di denaro o beni di valore tali da determinare un danno patrimoniale di rilevante gravità». Da una parte, quindi, servirebbero contanti in quantità importanti, dall'altra però può bastare una carta di credito nel portafoglio, almeno in teoria; c'è il rischio, infatti, che quel «direttamente» possa far comunque scivolare la questione nel campo della responsabilità oggettiva: se il ladro dichiara di non essere stato a conoscenza del contenuto del portamonete, delle carte di credito nascoste nelle tasche, è comunque imputabile?Borseggi, la banda attesa in aula: con l’arresto di Shakira e dell’autista aperta la strada al procedimento penale per la maxi inchiesta IL PRIMO CASO Intanto, ieri, la soluzione è arrivata senza bisogno di dibattiti costituzionali tra colpa e dolo. Il giovane romeno arrestato dai militari i in calle della Bissa, infatti, aveva rubato un borsellino che dentro non aveva alcuna tessera magnetica, solo una manciata di banconote. E quindi il tentativo del pm Giorgio Gava di appellarsi alla nuova legge è stato bocciato dal giudice, che ha sposato invece la lettura dell'avvocato Jacopo Trevisan. Il ladro aveva sfilato il portafoglio dal marsupio di un turista, coprendosi con un ombrello, ma l'aveva gettato via alla vista delle divise. Poi però aveva finito per ripassare davanti ai carabinieri, che l'hanno riconosciuto e bloccato. Il difensore ha chiesto e ottenuto i termini a difesa, il borseggiatore è quindi potuto tornare a piede libero, in attesa della prossima udienza - che difficilmente lo vedrà contrapposto al derubato.






