Dalla Panda, storica icona dell’auto made in Italy, alle city car interamente elettriche del futuro. Nel segno ancora una volta di Pomigliano la nuova svolta di Stellantis che il ceo campano Antonio Filosa, natali a Poggiomarino, annuncerà domani, giovedì, dagli USA in occasione della presentazione del suo primo Piano industriale che i sindacati hanno potuto conoscere in anteprima. Dal 2028, nello stabilimento intitolato a Giovan Battista Vico, dove Sergio Marchionne nel 2007 realizzò un’imponente rivoluzione organizzativa trasformandolo in un modello internazionale, verrà prodotta una E-Car «compatta ed economicamente accessibile», con un target di prezzo di 15mila euro, destinata al trasporto urbano e al mercato europeo, che si aggiungerà alla Pandina, confermata anche dal 2030 («Pomigliano è l’unico stabilimento in Italia ad avere già due missioni produttive certe prima ancora del nuovo Piano industriale, a riprova della professionalità di lavoratrici e lavoratori e della coerenza con cui abbiamo difeso il sito», dicono opportunamente Biagio Tapani e Aniello Guarino, rispettivamente segretario generale e del settore auto di Fim Cisl).
IL PROGETTOUn modello «di piccole dimensioni», «innovativo», pensato per rispondere alla sempre maggiore domanda di vetture piccole ed economiche, segmento «ad alto potenziale» ma costretto a una frenata enorme negli ultimi anni. La nuova E-Car è la risposta, tempestiva e stimolante, alle linee guida indicate dall’Unione Europea, decisa a contrastare l’arrivo sempre più massiccio di modelli della concorrenza asiatica. Non a caso la E di E-Car sta per «Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile». Quella che nascerà a Pomigliano sarà una vera e propria famiglia di modelli, con «un design all’avanguardia», sviluppati con la collaborazione di «partner selezionati». «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche», dice Filosa, che su Pomigliano parla di una «prospettiva di volumi produttivi significativi», a conferma che l’affidabilità dell’impianto sul piano tecnologico rimane una garanzia (la fabbrica continua a sfornare più auto in Italia anche nel primo trimestre 2026, tra Fiat Panda e Alfa Romeo Tonale siamo complessivamente e 39.570 auto, il 6,7% in più rispetto al primo trimestre del 2025, anche se i 3.750 lavoratori sono sottoposti a contratti di solidarietà e cassa integrazione a rotazione). La svolta peraltro non giunge del tutto inattesa. La mossa di Filosa, infatti, si ispira al mercato giapponese dove nel 2024 sono state vendute ben 1,8 milioni di kei car sul totale di 4,4 milioni di immatricolazioni. Queste microcar, destinate al traffico cittadino, costruite secondo regole molto rigide sia per dimensioni che per potenza, non sono paragonabili alle nostre microcar (come la Fiat Topolino) né per fortuna dell’Europa si possono vendere qui (e negli Usa) perché l’omologazione delle automobili da noi segue regole molto diverse da quelle giapponesi e poco convenienti per l’export di questi ultimi. Sono state però la vera fonte di ispirazione, per così dire, della strategia europea: da anni, infatti, i costruttori del Vecchio Continente premono affinché l’Ue fissi regole che consentano anche a loro di produrre modelli simili a quelli del Sol Levante. LE REAZIONI Stellantis ha rotto gli indugi e ottenuto una corale approvazione da parte di sindacati, politica, istituzioni locali, sia pure con una inevitabile dose di prudenza. «L’annuncio della E-Car a Pomigliano è un segnale positivo per lo stabilimento campano e per il futuro dell’automotive italiana, una scelta giusta che rafforza il Piano Italia. Auspichiamo che nei prossimi giorni il piano industriale venga ulteriormente arricchito da nuovi annunci, all’altezza delle aspettative di un progetto ambizioso e coraggioso», dice il ministro Adolfo Urso. Per l’assessora regionale campana al Lavoro e alla Formazione professionale, Angelica Saggese, «la decisione di Stellantis è importante per un’idea più ampia di sviluppo orientato all’ecosostenibilità e alla modernizzazione del sistema produttivo. La Regione Campania seguirà con grande attenzione e interesse l’evoluzione dell’iniziativa, consapevole delle opportunità che potrà generare in termini occupazionali, economici e di filiera».Cauto il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo: «Da qui al 2028 bisogna capire quale sarà il percorso produttivo e occupazionale che accompagnerà i lavoratori dello stabilimento, soprattutto alla luce della situazione attuale del comparto automotive». Russo richiama inoltre il tema dell’indotto e delle aziende del territorio: «Bisogna comprendere quale spazio avranno le imprese locali nella produzione della nuova auto elettrica. La componentistica dei veicoli elettrici è profondamente diversa rispetto a quella tradizionale ed è necessario evitare il rischio che questa trasformazione possa tradursi in un depauperamento delle competenze, delle imprese e dell’occupazione che in questi anni hanno rappresentato una parte fondamentale della filiera automotive campana». Anche per i sindacati si tratta di guardare con attenzione alla nuova prospettiva: in una nota congiunta i sindacati metalmeccanici (Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR) annunciano la volontà «di monitorare attentamente l’attuazione del piano, per il pieno coinvolgimento dei lavoratori e per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi».










