Stellantis a trazione europea. Il gruppo guidato da Antonio Filosa lancia ufficialmente il progetto e-car per un'auto elettrica compatta, economicamente accessibile e da produrre a partire dal 2028 nello stabilimento di Pomigliano d'Arco “con volumi significativi”. L’e-car dovrebbe essere lunga poco meno di 4,2 metri, con un prezzo indicativo di circa 15 mila euro, e – promette Stellantis – sarà sviluppata “nella più autentica tradizione europea della 'mobilità per tutti', in risposta alla contrazione senza precedenti del segmento delle vetture di piccole dimensioni a prezzi accessibili in Europa”. Dopo la recentissima partnership stretta con Accenture e Nvidia per portare l'Ia nelle fabbriche, il progetto è stato annunciato stamattina con un comunicato stampa. E guarda fortemente a Bruxelles. Nei mesi scorsi, infatti, Stellantis e altri nomi forti dell’automotive Ue hanno chiesto alla Commissione europea misure per favorire lo sviluppo di auto elettriche compatte e accessibili – sulla falsa righe delle piccole kei car giapponesi – con un quadro normativo semplificato per contenere i costi. La stessa presidente della Commissione Ursula von Der Leyen a settembre ha sottolineato l’esigenza europea di dotarsi di una sua e-car: “Non possiamo lasciare che la Cina domini il nostro mercato”, ha detto.Bruxelles ha preso in mano il dossier con il pacchetto auto del 16 dicembre 2025, in cui ha inserito una proposta di revisione delle norme CO2 per garantire ai produttori di automobili, entro il 2035, di beneficiare di "super crediti" per le piccole auto elettriche economiche prodotte nell'Unione Europea. L’Industrial accelerator act varato il 4 marzo ha poi messo nero su bianco i requisiti fondamentali per l’accesso ai crediti. È considerato “made in Ue” il veicolo assemblato dentro l’Unione, con almeno il 70 per cento dei componenti (batteria esclusa) prodotti in Ue, e che rispetti altri elementi più specifici sia su componenti e prezzi. La proposta europea è ancora all’esame di Parlamento europeo e Consiglio dell’Ue, ma Stellantis si è già messa all’opera. Anche Renault punta a occupare il mercato delle vetture elettriche compatte e made in Ue, con una nuova Twingo, la Renault 5 E-tech, così come la tedesca Volkswagen con la concept car ID1, pronta a essere prodotta in serie dal 2027. Tutti modelli che, però, si aggirano ancora intorno ai 20 mila euro. L'annuncio del progetto che coinvolge Pomigliano è stato accolto con favore dal ministro delle Imprese Adolfo Urso: "È una scelta giusta che rafforza il Piano Italia", presentato al Mimit nel dicembre 2024. "Auspichiamo che nei prossimi giorni il piano industriale venga ulteriormente arricchito da nuovi annunci, all'altezza delle aspettative di un progetto ambizioso e coraggioso", ha proseguito il ministro. Soddisfazione anche da parte dei sindacati, che giudicano positiva la scelta di puntare su Pomigliano per la nuova strategia elettrica di Stellantis. "È un segnale importante per il sito produttivo campano e per tutto il comparto automotive del territorio, perché conferma la centralità industriale di Pomigliano all'interno delle strategie future del gruppo", ha sottolineato Ciro Cierro, segretario generale della Uilm Napoli e Campania.Così l’ad Filosa anticipa al mercato quale direzione prenderà il gruppo a partire da giovedì 21 maggio, giorno in cui presenterà il nuovo piano strategico ad Auburn Hills, in Michigan, durante l'Investor Day 2026. Il tutto a margine di un trimestre chiuso con un utile netto tornato positivo e ricavi in crescita del 6 per cento su base annua.