Piccole ed economiche: sono, promette Stellantis, le e-car che si produrranno a Pomigliano d’Arco. L’azienda lo ha annunciato a sorpresa, anticipando di due giorni la rilevazione del nuovo piano strategico all’Investor day 2026. Una notizia che smuove ulteriormente le acque, mentre si discute di una possibile cessione di Mirafiori o Cassino ai cinesi, e si spinge sulla produzione in Nord Africa.
Lo scorso dicembre, Stellantis aveva presentato un piano secondo il quale a Pomigliano dal 2028 sarebbero stati prodotti due nuovi modelli compatti. Nel 2025, il centro campano ha visto una flessione del 21,9% rispetto al 2024, con una produzione complessiva di 131.180 vetture. I sindacati hanno contato 91 giornate di utilizzo degli ammortizzatori sociali sulla linea Tonale/Hornet e 57 sulla linea Panda nel corso dell’anno. Quando il fermo produttivo riguarda la linea Tonale/Hornet, risultano coinvolti circa mille lavoratori; quando interessa anche la produzione Panda, il numero si aggira tra le 3mila e 3.750 unità.
La situazione potrebbe cambiare con le e-car annunciate oggi. Saranno, a detta della multinazionale, veicoli compatti, elettrici e a prezzi accessibili, che entreranno tra due anni nel mercato europeo. L’azienda entra così in “un segmento ad alto potenziale” che “svolge un ruolo chiave nel favorire una più ampia diffusione dei veicoli 100% elettrici, supportando una mobilità urbana comoda e orientata all'uso quotidiano”. Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha promesso “tecnologie Bev di livello mondiale, sviluppate in collaborazione con partner selezionati per garantire maggiore accessibilità economica e accelerarne il time-to-market” e ha dichiarato che “i clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli entusiasmanti per diversi brand”.










