I corpi di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri sono stati recuperati nella mattinata di ieri nella cavità più profonda della grotta di Dhekunu Kandu. La complessa operazione è stata portata a termine «senza intoppi», ha spiegato Guy Thomas, esperto di sicurezza subacquea di Dan Europe, sul posto insieme ai tre speleosub finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, impegnati nell’ambiente più rischioso, oltre i 60 metri di profondità. Al recupero, come in una staffetta, hanno lavorato decine di persone, tra cui militari della marina maldiviana, polizia, guardia costiera e squadre mediche, a bordo di una flottiglia di «dhoni», le piccole imbarcazioni tipiche degli atolli.

Già questa mattina, tempo permettendo, saranno portate in superficie le due salme di Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino. La quinta vittima dell’incidente, Gianluca Benedetti, era stata recuperata venerdì: il suo corpo è già in Italia. La procura di Roma, che indaga per omicidio colposo, disporrà le autopsie (che non saranno effettuate alle Maldive) e gli interrogatori degli altri studenti e ricercatori della crociera scientifica sulla Duke of York. Anche le autorità locali hanno aperto un’indagine ed è probabile che decidano di sequestrare parte del materiale consegnato assieme ai corpi tra cui bombole, erogatori, Gopro, orologi. Ma secondo quanto emerso i quattro italiani, che si trovavano tutti insieme in uno stesso cunicolo senza sbocco, erano in assetto «ricreativo», non avevano quindi dotazioni ridondanti come seconde bombole o torce aggiuntive né stavano utilizzando miscele specifiche per le immersioni in profondità. «È possibile che l’operazione non si concluda con il recupero degli altri due corpi - dice Cristian Pellegrini, responsabile comunicazione di Dan Europe -. Potrebbero esserci ulteriori immersioni per recuperare materiale disperso o studiare la grotta, in questi casi è importante raccogliere più elementi possibile per capire la dinamica dell’accaduto».