Gli integratori di vitamina D e calcio finiscono sotto processo. Per anni considerati “alleati” indispensabili per proteggere ossa, muscoli e autonomia nell’età avanzata, oggi la loro reputazione vacilla. Una vasta e imponente revisione scientifica pubblicata sulla rivista The BMJ mette infatti in discussione uno dei pilastri più consolidati della medicina preventiva: negli anziani sani, gli integratori di vitamina D e calcio sembrano avere effetti minimi, se non nulli, nella prevenzione delle fratture e delle cadute.

Lo studio

I numeri dell’analisi sono mastodontici poiché i ricercatori hanno passato al setaccio ben 69 studi randomizzati controllati per un totale di 153.902 partecipanti coinvolti. Il verdetto è una doccia fredda. Per quanto riguarda l’integrazione con solo calcio, testata su 11 studi e 9.067 pazienti, si è osservata una tendenza alla riduzione del rischio relativo di fratture del 9%, che tuttavia non ha raggiunto la piena significatività statistica. La monoterapia con sola vitamina D, valutata su ben 36 studi e 92.045 partecipanti, ha mostrato invece una totale assenza di effetto. Infine, la supplementazione combinata di calcio e vitamina D, analizzata in 15 studi su 51.126 soggetti, è stata collegata a una riduzione del rischio relativo del 9%. Sebbene i dati sulla combinazione e sul calcio da solo abbiano mostrato questa parziale e lieve rilevanza statistica, gli autori sottolineano che le differenze in termini di rischio assoluto non raggiungono le soglie considerate clinicamente significative, traducendosi nella popolazione generale in appena l’1% in meno di fratture totali, nello 0,3% in meno di fratture all’anca e nell'1,6% in meno di fratture non vertebrali. Inoltre, l’efficacia svanisce quasi del tutto escludendo dalle analisi un singolo studio condotto su una popolazione a rischio molto elevato: in quel caso la riduzione del rischio relativo della terapia combinata crolla ad appena il 4%, perdendo qualsiasi valore statistico.