Intelligenza artificiale e computing quantistico vengono visti come una minaccia da chi lavora nei settori energia, utility, telecomunicazioni e trasporti: uno studio di Thales.
Nel settore delle infrastrutture critiche, più che altrove, le minacce informatiche possono fare paura per la loro capacità di causare danni materiali, anche di grave entità. Ci sono buone e cattive notizie in questo settore: per le aziende di energia, utility, telecomunicazioni e trasporti negli ultimi anni le violazioni informatiche di tipo data breach sono diminuite, ma di contro sono emerse nuove preoccupazioni legate, soprattutto, all’intelligenza artificiale e computing quantistico.
Così racconta un nuovo studio sponsorizzato da Thales (“Data Threat Report: Critical Infrastructure Edition”) e condotto dalla divisione ricerca di S&P Global Market Intelligence su 513 operatori di infrastrutture strategiche dei settori energia, utility, telecomunicazioni e trasporti. E particolarmente interessante è il raffronto tra la situazione attuale e il passato recente. Le violazioni di dati sono diminuite notevolmente, più che dimezzate nell’arco di quattro anni: nel 2021 avevano colpito il 37% delle aziende del campione, nel 2025 soltanto il 15%.











