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GenAI e minaccia quantistica preoccupano i responsabili IT

Nelle grandi e grandissime aziende una buona parte del budget di cybersicurezza è dedicata all’AI. Uno studio di Thales.

L’intelligenza artificiale incrementa il rischio informatico? La maggior parte dei professionisti pensa di sì, se guardiamo all’ultimo studio di Thales, il “Data Threat Report 2025” (ma anche a diverse altre indagini sul tema, come tra le recenti quelle di Cisco e dell’italiana CybergOn). Su una platea di circa 3.100 responsabili IT intervistati da S&P Global Market Intelligence 451 Research, appartenenti ad aziende da almeno 100 milioni di dollari di fatturato (di 20 Paesi del mondo, Italia inclusa, e 16 settori di mercato), il 70% ha indicato l’AI e i suoi rapidi progressi come primo rischio informatico per la realtà in cui lavora.

In particolare, per il 69% la rapidità con cui si sta trasformando l’ecosistema dell’AI generativa, le sue infrastrutture e applicazioni in cloud, è il primo fattore di rischio. Altre preoccupazioni riguardano la mancanza di integrità (per il 64%) e di affidabilità (57%) dei fornitori, la confidenzialità dei dati, la disponibilità delle applicazioni, la compliance, l’ignoranza sul tema e i comportamenti di “igiene informatica” a cui non sempre il personale si attiene.