Gentile direttore, chiedo perdono ma non sento nessun bisogno di una legge che mi autorizzi a suicidarmi se non ho più voglia di vivere o una malattia incurabile. Non credo sia segno di "civiltà" , come lei ed un lettore sostenete, che la politica debba risolversi a legiferare sul tema del "fine vita", perché penso ognuno di noi debba rimanere libero di scegliere personalmente come e quando lasciare la propria esistenza mortale, se non ci penserà prima madre natura, com'è destino per tutti noi!
Ci sono i medici o i famigliari che tengono al bene dei loro cari che possono aiutare chi, per vari motivi, non sopporta più sofferenze psichiche o fisiche e un articolo della Costituzione che lo prescrive e vieta l'accanimento terapeutico!
Per questo, io non vorrei mai che una legge e un giudice avessero un così grande potere sull'individuo, non bastasse durante tutta la sua vita, come purtroppo succede nelle nostre democrazie, assai poco liberali, ma anche sulla sua morte.
Sono tanto "incivile"?
Lettera firmata








