'Noi, gente che spera'. Cantavano così nel 2002 gli Articolo 31, dando anima a un pezzo che potrebbe risuonare oggi come colonna sonora per il viaggio interrotto dei 29 italiani sparsi sulle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, missione umanitaria che ha sfidato ancora una volta il blocco marittimo israeliano per sostenere gli abitanti di Gaza. Ed è stata proprio la speranza a riunire sui vascelli una galassia variegata, senza differenze di età e professioni. Dagli attivisti ai politici, dai medici ai giornalisti e gli operai, adesso trattenuti dalle forze armate dello Stato ebraico in attesa di ricevere assistenza legale ad Ashdod dove dovrebbero essere sbarcati.

Tanti nomi, tanti volti. Alcuni conosciuti, come il deputato M5s Dario Carotenuto, unitosi alla missione a Marmaris, sulla riviera turca. Insieme a lui c'erano anche l'attivista trentino 69enne Ruggero Zeni, alla sua seconda missione, e Alessandro Mantovani, cronista del Fatto Quotidiano, secondo cui "ci saranno altre flotille che tenteranno di aprire il corridoio umanitario che serve a Gaza". Tutti e tre si trovavano a bordo della Kasri Sadabat, vecchio peschereccio armato da Ihh, vicina al governo turco che Israele ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche.