Investimenti a tutto gas sulle strade del Mezzogiorno. Una dote che, fra il 2016 e il 2026, arriva a sfiorare i 46 miliardi di euro tra manutenzione delle tratte esistenti e nuove opere. Investimenti che non hanno un’importanza solo dal punto di vista infrastrutturale. Migliorando l’accessibilità delle aree interne, riducono i tempi di percorrenza, abbattono i costi di trasporto per le imprese locali e aumentano l’attrattività dei territori per investimenti produttivi e turistici. E, dal punto di vista della distribuzione territoriale, nei contratti di programma firmati con l’Anas, è il Sud che interpreta la parte del leone assorbendo una quota del 61% degli investimenti complessivi.

Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda le nuove opere, gli interventi di costruzione, ammodernamento e adeguamento della rete stradale e autostradale, includendo anche i contratti precedenti per i quali sono tuttora in corso le lavorazioni, gli investimenti destinati al Sud si attestano sui 38,5 miliardi di euro. La quota riservata alla Campania è di circa 4 miliardi di euro. Per ora, però, poco meno della metà è stata effettivamente coperta dalle leggi di bilancio, circa 17 miliardi di euro. Mentre il fabbisogno finanziario si attesta sui 21,4 miliardi di euro. ASSI STRATEGICI Si tratta, nella maggior parte dei casi, di investimenti di lungo periodo che prevedono, tra l’altro, il completamento di assi viari strategici come la Salerno-Reggio Calabria, il potenziamento della statale Jonica, gli interventi sulla rete siciliana e sarda, e numerosi lotti funzionali. Se invece consideriamo la fase dell’attuazione, nel Mezzogiorno sono 63 i cantieri in corso per una spesa complessiva di 8,2 miliardi di euro. Altri 32 sono sulla rampa di lancio con un impegno di 6,6 miliardi di euro. La restante parte dei progetti, per 23 miliardi di euro, è attualmente nella fase progettuale. Le regioni che assorbiranno la quota maggiore delle risorse sono la Sicilia, con 3,9 miliardi di euro di cantieri attivi e ulteriori 2,5 miliardi di euro in programma, e la Calabria, con 1,7 miliardi di cantieri attivi e 7,9 miliardi di interventi programmati. La Puglia si distingue per il numero di cantieri attivi, 18, con investimenti in corso per 904 milioni di euro. In Campania, i cantieri in corso o di prossimo avvio sono 4, con una spesa prevista di 585 milioni di euro. Complessivamente, a livello nazionale, l’Anas ha in corso 150 interventi con 13,2 miliardi di investimenti. Il 61% riguarda il Sud Italia e sei sono stati consegnati in questa prima parte del 2026. Non meno importante il secondo capitolo del piano di investimenti sulle strade del Mezzogiorno, quello della manutenzione, che vale 5,42 miliardi di euro complessivi tra i Contratti di Programma 2016-2020 e 2021-2025, a cui si aggiungono gli ulteriori interventi programmati per il 2026, pari a 1,5 miliardi di euro, per un totale di 6,920 miliardi di euro. In particolare, i 2,35 miliardi di euro di finanziamenti totali del Contratto di Programma Anas 2021-2025 mostrano una distribuzione diffusa. La Sicilia assorbe 345 milioni di euro - il 14,7% del totale regionale - seguita dalla Sardegna con 231 milioni di euro e dalla Calabria con 203 milioni di euro. Campania e Molise ricevono gli stanziamenti più contenuti ma rilevanti, rispettivamente 110 e 86 milioni di euro. NUOVE TECNOLOGIE Importanti anche i numeri sul fronte dell’innovazione: circa 240 milioni di euro investiti in nuove tecnologie secondo il contratto di programma. Fra i progetti in evidenza, l’acquisto di una flotta di droni per ispezioni di opere d’arte e di pendici per controllare il dissesto idrogeologico. A questa cifra occorre poi aggiungere la dote di 225 milioni del piano nazionale complementare destinati all’implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico delle opere d’arte. Progetti che prevedono anche l’uso dell’intelligenza artificiale per la cosiddetta “manutenzione predittiva”. Tra gli strumenti già in uso c’è il laser scanner per i rilievi 3D che consente di misurare la posizione di grandi quantità di punti che definiscono la superficie degli oggetti circostanti. Mentre il programma Pnc-Pnrr “Structural Health Monitoring” da 275 milioni prevede la mappatura di mille ponti lungo tutto lo Stivale tramite sistemi locali di rilevazione, algoritmi di analisi e un sistema centrale di raccolta dati.