I ricavi da pedaggi non basteranno a rientrare nell’investimento di 13 miliardi previsto per il ponte sullo Stretto di Messina. Con un traffico previsto di 25 milioni di veicoli e 36 mila treni ogni giorno - e una tariffa media di 15 euro (10 euro per le auto e 20 euro per i camion, con una distribuzione ipotetica del traffico al 50% tra mezzi leggeri e pesanti) - le entrate dell’infrastruttura potrebbero oscillare tra i 535 e gli 800 milioni di euro all’anno (compreso il traffico ferroviario, stimato intorno al 30% del totale, pari a circa 160 milioni), con un utile operativo stimato in circa 100 milioni di euro annui. Con un piano di ammortamento fissato in 30 anni, il valore cumulato degli utili di circa 3 miliardi rappresenterebbe appena il 23% del costo dell’opera. Per mettersi in pari, serviranno un mix di «entrate accessorie», come «servizi logistici, concessioni, attività», e «probabili integrazioni pubbliche, come contributi statali o europei». A dirlo è il Centro studi di Unimpresa che, esaminato il progetto e il piano di ammortamento a 30 anni del progetto infrastrutturale, ha fatto una proiezione delle sue ricadute.