I momenti dell'aggressione (foto d'archivio)

Azzannarono tre passanti sul lungomare di Terrasini dopo essere fuggiti da una villa privata. Ora, a tre anni di distanza, il giudice di pace di Palermo ha condannato i proprietari dei tre cani (due pitbull e un meticcio) per lesioni colpose, riconoscendo la loro responsabilità nell'omessa custodia degli animali. Gli imputati (L. B., M. G. B. e F. L. C.) dovranno pagare una multa di 1.500 euro ciascuno, oltre al risarcimento dei danni.Pitbull fuggono da una villetta e aggrediscono passanti: 69enne in codice rossoI fatti risalgono all'8 ottobre del 2022. Secondo quanto ricostruito, i tre cani uscirono improvvisamente dal cancello automatico di una villa privata a pochi passi da Palermo aggredendo alcuni passanti che si trovavano in zona nelle prime ore del mattino. Una delle vittime ha raccontato in aula che “verso le 7.10 improvvisamente noto che si apre un cancello automatico da un villino… e vedo uscire tre cani, due di grossa taglia e uno di media taglia. I cani erano liberi e senza museruola”. Riportò ferite al volto, al lobo dell'orecchio e agli arti superiori e inferiori, con una prognosi iniziale di dieci giorni.Un'altra vittima, che stava rientrando dal mare, venne scaraventata a terra e azzannata senza sosta. Secondo i referti dei medici acquisiti agli atti, riportò ferite multiple agli arti inferiori e superiori e al volto. I morsi gli causarono anche una lesione alla vena safena della gamba sinistra. Infine, l'ultima delle tre vittime, subì un trauma all'avambraccio mentre tentava di aiutare un altro passante colpendo i cani con dei sassi per tentare di allontanarli. Determinante fu l'intervento dei carabinieri, costretti a esplodere alcuni colpi d'arma da fuoco in aria per interrompere l'attacco. Solo dopo il personale veterinario dell'Asp riuscì a bloccare gli animali sedandoli con una cerbottana.Nel corso del processo, la difesa aveva sostenuto che i cani fossero randagi e che si fossero introdotti casualmente all'interno della proprietà dei suoi assistiti. Una ricostruzione che il giudice ha però respinto sulla base delle testimonianze raccolte, tra cui quelle del comandante della stazione dei carabinieri e del responsabile del canile, che hanno confermato come gli animali vivessero proprio in quella villa. “Al proprietario o al detentore del cane - si legge nella sentenza - fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l'animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi”.Secondo il giudice, tra le altre cose, la responsabilità dei proprietari degli animali ci sarebbe stata a prescindere dalla loro registrazione all'anagrafe canina. I cani, infatti, non avrebbero avuto il microchip, ma questo non avrebbe comunque messo al riparo né reso immuni i custodi, che ne erano totalmente responsabili: “E' irrilevante - si legge ancora nel provvedimento - il dato formale relativo alla registrazione dell'animale all'anagrafe canina o all'apposizione del microchip. La condotta colposa in questo caso è consistita nella violazione dell'obbligo di controllo e custodia degli animali privi di museruola, non avendo adottato gli imputati ogni cautela per evitare, prevenire e scongiurare ogni possibile aggressione nei confronti dei passanti”. In definitiva, per i giudici non è bastato aver messo gli animali domestici all'interno di un recinto perché “si deve anche provvedere alla manutenzione della recinzione affinché non possa uscirne in maniera incontrollata”. Oltre alla condanna penale, così, è stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 5 mila euro per ciascuna delle tre vittime - difese dagli avvocati Federica Licata, Giuseppe Manzella e Francesco Leone - rinviando al giudice civile la quantificazione definitiva del danno. Gli imputati sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese legali e processuali.