PAVIA. Lo scorso ottobre aveva stuprato una studentessa, residente nel suo stesso condominio a Pavia. Nella mattina di martedì 19 maggio il 30enne (che aveva già confessato) è stato condannato a 5 anni di reclusione. Una pena che include già lo sconto di un terzo ottenuto quando si procede con rito abbreviato come in questo caso. La vicendaL'episodio violento risale alla mattina del 6 ottobre 2025. Poco prima delle 9 la giovane vittima era rimasta da sola in casa dopo che il fidanzato convivente era uscito per andare a lavoro. Il vicino, che qualche giorno prima era stato scoperto mentre spiava la coppia dalla finestra del bagno, aveva seguito i loro movimenti e quando aveva capito che la ragazza era rimasta sola aveva suonato il campanello.Quando la giovane gli aveva aperto lui le aveva chiesto se avesse del latte da prestargli per la colazione. Lei lo aveva invitato ad aspettare sulla soglia, ma il 30enne aveva approfittato della porta lasciata socchiusa per entrare in casa e aggredirla alle spalle.La vittima non era riuscita a difendersi in alcun modo. Aveva urlato e chiesto aiuto, cercando durante la violenza anche di afferrare il telefono della madre, per chiamarla, ma senza riuscirci. Aveva potuto comporre il 112 solo quando lui si era allontanato dall’appartamento. La confessioneQuel giorno gli agenti della volante avevano fermato il violentatore quando si trovava ancora vicino al palazzo. La vittima lo aveva riconosciuto subito, ma la procura aveva comunque disposto accertamenti genetici durante i mesi d'indagini.Davanti al giudice Pasquale Villani il 30enne aveva confessato già nei giorni successivi al fatto. Il magistrato aveva disposto la custodia cautelare in carcere a Torre del Gallo, dove l'uomo si trova ancora. Il processoLa procura aveva chiesto il processo immediato per lo stupratore. L'avvocato Massimiliano Noscardi ha chiesto e ottenuto che il procedimento si svolgesse con rito abbreviato. In questo modo si salta la fase del dibattimento, non ci sono testimoni e il giudice decide sulla base degli atti raccolti in fase di indagine preliminare. Viene così garantita all'imputato la riduzione di un terzo della pena a cui viene condannato.Martedì 19 maggio il processo si è svolto in tribunale a Pavia davanti al giudice Pietro Balduzzi, che ha deciso per una condanna a 5 anni di reclusione per il 30enne, oltre alle pene accessorie. Per la ragazza vittima dello stupro, che si è costituita parte civile, il giudice ha stabilito una provvisionale (anticipo sul risarcimento totale) di 25mila euro. «La decisione del giudice tiene anche conto del fatto che il mio assistito era del tutto nuovo a episodi di questo genere. Lui stesso ha ammesso e si è scusato, mostrandosi pentito in aula - spiega il legale Noscardi -. Aspettiamo che vengano depositate le motivazioni della sentenza per valutare un eventuale ricorso in appello». Per il funzionamento del rito abbreviato, rinunciando al ricorso in appello si ottiene in automatico un ulteriore sconto di un sesto della pena.