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Era riuscito a farsi aprire la porta per avere un po' di latte. Una volta entrato, però, aveva aggredito e violentato la vicina di casa, una studentessa di 19 anni che abitava a Pavia in un condominio vicino all'Università. Oggi l'aggressore di 30 anni è stato condannato a 5 anni nel processo svoltosi con rito abbreviato.

Dall'aggressione alla condanna I fatti risalgono allo scorso 6 ottobre quando la ragazza è rimasta sola in casa dopo che il suo convivente era uscito per andare al lavoro. È a quel punto che il vicino ha suonato il campanello e quando la studentessa gli ha aperto, il 30enne le ha chiesto del latte da prestargli per la colazione. La giovane gli ha detto di attendere sulla porta, ma l'uomo è entrato in casa e l'ha aggredita alle spalle. La 19enne ha urlato, chiedendo aiuto, e ha cercato di afferrare il telefono per chiamare sua madre, senza riuscirci. Quando, dopo la violenza, è rimasta sola, la ragazza ha telefonato al 112. Il giorno stesso gli agenti hanno fermato il 30enne che ha ammesso di aver commesso il reato. Subito dopo l'arresto, l'uomo è stato trasferito al carcere di Torre del Gallo, dove si trova attualmente recluso.

Con il rito abbreviato, l'aggressore ha ottenuto lo sconto di un terzo della pena. Il giudice Pietro Balduzzi ha stabilito anche una provvisionale di 25mila euro che l'uomo dovrà versare alla vittima, in attesa della quantificazione del danno che verrà stabilita nella causa civile. L'avvocato Massimiliano Noscardi, difensore dell'imputato, ha anche sottolineato che la sentenza tiene conto del fatto che il suo assistito non aveva mai commesso reati del genere: "Attendiamo che vengano depositate le motivazioni della sentenza, per valutare un eventuale ricorso in appello", ha aggiunto.