F.G.

19 maggio 2026 18:13

Ha visto il falco a terra, sulla spiaggia, e ha pensato di avvertire le autorità. Il successivo intervento, da parte dei guardiaparco del parco dei Castelli Romani e della Riserva di Tor Caldara, ha permesso di recuperare il rapace, debilitato e bisognoso di cure.Il ritrovamento del falcoSi trova ora nell’area naturalistica di Fogliano il falco pecchiaiolo, (Pernis apivorus), che era stato avvistato sulla spiaggia di Lavino. Il viaggio del rapace è stato lungo e deve ancora concludersi. Prima però deve ricevere le cure del Centro di recupero della fauna selvatica del parco nazionale del Circeo, una struttura d’eccellenza nella riabilitazione degli animali selvatici in difficoltà. Il destino del falco è però quello di tornare in libertà, per portare a compimento il proprio iter migratorio.Le insidie nascoste nel percorso migratorioL’avvistamento di questi rapaci, nel territorio di Roma è provincia, non è frequente. La specie raggiunge l’Italia e più in generale l’Europa in primavera, dopo aver svernato in Africa tropicale. Nel vecchio continente arriva per la stagione riproduttiva, affrontando un viaggio faticoso per la distanza da compiere e per le insidie che nasconde, come quella dei bracconieri. In passato soprattutto, ha già avuto modo di ricordare la veterinaria Francesca Manzia, era fatto oggetto d’una vera e propria mattanza per l’abitudine di migrare in gruppi di migliaia di esemplari”. Particolarmente critico era il passaggio nella zona dello stretto di Messina, dov’era costretto a schivare le doppiette di quanti credevano che la fedeltà della propria consorte fosse legata all’abbattimento periodo del falco.Dossier- Sciacalli dorati, procioni e oche egiziane. La fauna che non ti aspetti a RomaLe caratteristiche della specieLa Direttiva Uccelli mette oggi al riparto il rapace da pericolose tradizioni come quella descritta anche se il fenomeno del bracconaggio, rappresenta una minaccia mai debellata. Questo falco, in particolare, vanta un piumaggio estremamente variegato, chiaro nel ventre, con “barre” più scure nelle penne del volo e nella coda: un segno caratteristico della specie, che ha inoltre la peculiarità di avere, a fronte d’una forma slanciata, una testa relativamente piccola. “Il recupero di questo esemplare dal grande valore naturalistico, evidenzia ancora una volta l’importanza della collaborazione tra cittadini, aree protette e centri specializzati nella tutela della fauna selvatica, una rete fondamentale per la conservazione della biodiversità del territorio” hanno sottolineato i responsabili del parco dei Castelli Romani. La catena di soccorso attivata dalla chiamata del cittadino, consentirà al rapace, una volta ristabilitosi, di riprendere il volo.