Giovanni Fiorentino

19 maggio 2026 17:56

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Un report che, mettendo insieme anni di inchieste, relazioni ed indagini, certifica la presenza della criminalità organizzata a Prato, con un focus sulla mafia cinese. È quel che il presidente della Fondazione Antonino Caponnetto ha presentato stamani nel giardino intitolato a Caponnetto, con l'obiettivo di mettere il documento a disposizione dei candidati a sindaco che il prossimo fine settimana correranno per la fascia da primo cittadino. E come già fatto qualche settimana fa, nel corso di un evento pubblico a Prato, nemmeno stavolta Calleri le ha mandate a dire: la criminalità organizzata, sul territorio laniero, esiste.“Prato è dentro il triangolo Firenze-Prato-Osmannoro. È lì che è esplosa la guerra delle grucce tra clan cinesi. A Prato la mafia cinese esiste – si legge nel report - non solo de facto. Esiste socialmente. Ed esiste giuridicamente, sancita da una ormai nota sentenza della Cassazione. Nell'estate del 2024 è arrivato un procuratore tenace, il dottor Tescaroli. Attento alle dinamiche. Il giudice Caponnetto lo stimava molto”. E lo ha detto citando nel report i rapporti della Dia, quelli dell'Irpet e dell'Osservatorio del Consiglio regionale, al pari delle operazioni effettuate dalle procure di Prato e Firenze. A preoccupare è soprattutto la criminalità organizzata di matrice orientale. “A Prato ci sono “terre di nessuno” nelle quali non si entra – ha commentato Calleri - ci sono capannoni nei quali non si sa bene cosa succede, dove non c’è una parola di italiano. Una situazione da non sottovalutare: occorre recuperare il tempo perso, le amministrazioni locali devono intervenire”.Dal quadro tracciato nel report della Fondazione emerge che “c'è una guerra di mafia in corso", con Calleri che ha citato anche gli ultimissimi episodi di cronaca che hanno riguardato il territorio pratese. “Basta anche vedere cosa è successo negli ultimi giorni tra banche clandestine e il traffico di rifiuti tessili tra Montemurlo e Livorno – ha aggiunto – il tema è stato sottovalutato: quando iniziai a parlare di mafia cinese, più di venticinque anni fa, mi dissero che si rischiava di essere accusato di razzismo". All'incontro di stamani, erano presenti il candidato sindaco di centrodestra Gianluca Banchelli ed il candidato sindaco di L'Alternativa C'è, Jonathan Targetti. Quest'ultimo era accompagnato da Aldo Milone, candidato al consiglio con L'Alternativa C'è e già assessore alla sicurezza a Prato dal 2009 al 2014. E Calleri, ha rivolto un appello a tutti i candidati a sindaco di Prato. "Non possiamo avere terre di nessuno nello Stato italiano, da nessuna parte, nessuna parte, in nessun posto. Quindi bisogna lavorare affinché diventino terre di tutti, intervenendo con la necessaria durezza – ha concluso - la politica deve essere inavvicinabile. Le organizzazioni criminali, quando sono presenti sul territorio, provano sempre a influenzare le elezioni, sempre. È una regola. Quindi, è una regola che potenzialmente vale anche per Prato".