Bologna-Raticosa, basta la parola. A maggior ragione in questo 2026 perché la prima edizione, vinta da Antonio Testi su Diatto, si consumò nel 1926, giusto un secolo fa. Cent’anni di storia, anche se le edizioni, complessive, sono state solo 35. Ma tra stop legati alla guerra e poi, magari, alla mancanza di risorse economiche, la Bologna-Raticosa è entrata nel cuore dei bolognesi. E nel frattempo è diventata anche campionato italiano di velocità in salita per auto storiche.

Il mito tra Regazzoni, Seràgnoli e Weber

E dal 2001, grazie a Francesco Amante, ha ripreso vita. Con i suoi tornanti mozzafiato, i bolidi che rombano e il fascino di una corsa che, tra i suoi testimonial, ha potuto contare anche sul grande Clay Regazzoni. Di più: il secondo vincitore della corsa, nel 1939, narrano le cronache del tempo, su una Lancia Aprilia, è Enzo Seràgnoli, ovvero del papà, insieme con il cugino Ariosto, della Gd, azienda bolognese leader mondiale nel packaging. Ma tra i partecipanti, stando alle testimonianze di quelle prime due edizioni (1926 e 1939), troviamo anche l’ingegnere Edoardo Weber, scomparso il 17 maggio 1945. Una corsa con le auto storiche delle scorse edizioni (Actualfoto)

“Una strada che fa innamorare”