L'affondo dell'ex ministro Giovanardi: "Noto sostenitore della causa palestinese e delle ali più radicali ed intransigenti dei movimenti che vogliono la distruzione di Israele"

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Si arricchisce il dibattito sull’attentato avvenuto sabato a Modena. Come noto, Salim El Koudri ha scelto come avvocato di fiducia Fausto Gianelli. Una nomina che non è passata inosservata e sulla quale è intervenuto Carlo Giovanardi, ex ministro dei Rapporti con il Parlamento nel secondo governo Berlusconi. In una nota, ha posto l’accento sul profilo politico dell’avvocato, definendolo “noto sostenitore della causa palestinese e delle ali più radicali ed intransigenti dei movimenti che vogliono la distruzione di Israele”. Una scelta che, secondo l’ex ministro modenese, rischia di cambiare la lettura del dopo-attentato.Giovanardi ha ricordato di aver elogiato nei giorni scorsi quanti, italiani e stranieri, sono intervenuti per fermare l’aggressore. Ma ora, a suo avviso, il clima attorno alla vicenda si sarebbe spostato su un terreno diverso: "Da un cordoglio universale e condiviso siamo passati a Modena alle piazze mobilitate dal Pd, con il mancato invito alle altre forze politiche e addirittura alla nomina di un avvocato politicamente schierato, che contraddice tutte le indicazioni di un gesto compiuto da uno squilibrato e non da un attivista politico”.Per Giovanardi, dunque, il punto non è soltanto giudiziario, ma anche politico. L’unanimità iniziale davanti all’episodio, ha osservato, avrebbe lasciato spazio a iniziative e scelte destinate ad alimentare nuove polemiche: "L'unanime cordoglio per l'accaduto e il riconoscimento del coraggio di chi, italiani o extracomunitari, è intervenuto per bloccare l'aggressore sono purtroppo contraddetti da una gestione del dopo attentato che anzichè sciogliere i dubbi li moltiplica".