A pensarci bene era già tutto scritto nella trama de “Il ragazzo di campagna”, il film cult del 1984 di Castellano e Pipolo interpretato da Renato Pozzetto. Il contadino stufo della vita agreste che si trasferisce in città abbacinato dalle mille luci della Milano da bere. Taaac. Ma alla lunga la metropoli lo disillude, e si rende conto che la vera felicità è a contatto con la natura, ad arare i campi sul suo trattore «carrozzato farina». E così visse felice e contento con la sua Maria Rosa. Dopo boom economico, sbornia hi-tech e pseudo intelligenze artificiali, ora scopriamo che alla fine ci sentiamo tutti un po’ Artemio. Perché va bene la carriera, gli aperitivi, la dolce vita; okay la Design Week e gli eventi mondani, ma alla lunga la città ti logora, e tutti quanti prima o poi sentiamo il richiamo ancestrale della terra. Così si spiega la nuova tendenza al ritorno all’agricoltura. Dalle Alpi alle isole, sempre più persone, sempre più imbruttite, stanno intraprendendo un’attività agricola all’aria aperta: dal semplice orto sul terrazzo alla cura del giardino magari con ortaggi o alberi da frutta per l’autoconsumo, fino all’agriturismo in grado di garantire una rendita economica.

Il "contadino digitale" Matt the farmer in uno dei suoi cliccatissimi video su YouTube