Redazione

19 maggio 2026 16:50

Un momento dell'evento

Trentacinquemila imprese italiane ogni anno si trovano ad affrontare il passaggio generazionale. Eppure, solo il 30% supera con successo la prima transizione. Nei prossimi quindici anni è atteso un trasferimento di ricchezza stimato in 2 mila miliardi di euro che interesserà soprattutto il passaggio dai baby boomer ai loro eredi. Sono i numeri di una sfida che il sistema produttivo italiano non può permettersi di ignorare, e che ha animato il convegno svoltosi nella sede di Confindustria Catania, dove imprenditori, commercialisti, avvocati e notai si sono riuniti in un confronto tecnico.Ad aprire i lavori è stata la presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi, che ha inquadrato subito la posta in gioco: “Oltre il 90% delle aziende italiane è a controllo familiare: una realtà che da sola racconta la portata di questa sfida. Questa transizione non è una crisi da gestire: è una metamorfosi che, se accompagnata con metodo, può trasformarsi in un’occasione concreta di sviluppo e innovazione”.I lavori sono stati moderati da Daniela La Porta, presidente della sezione Consulenza di Confindustria Catania, che ha condotto il dibattito mettendo in luce come la trasmissione di un’identità d’impresa richieda professionisti capaci di accompagnare l’imprenditore, e non solo di assisterlo.È su questo sfondo che si sono mossi gli interventi istituzionali. Il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Giovanni Privitera, ha messo in evidenza come nessuna categoria professionale possa affrontare da sola questa materia: “Il passaggio del testimone nelle imprese è una sfida che richiede un approccio multidisciplinare. Non basta lavorare all’interno dell’azienda: è necessario un percorso strutturato di crescita professionale. Commercialisti e avvocati devono lavorare insieme, perché non si può guardare solo all’aspetto fiscale e contabile: è fondamentale accompagnare l’imprenditore anche nel percorso giuridico”.Alberto Giaconia, intervenuto in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati, ha spostato il focus sulla prevenzione dei conflitti: “La successione d’impresa si colloca al crocevia di diritto successorio, tributario, societario e civile: è una materia multiforme, di estrema delicatezza, che richiede competenze specialistiche. Il ruolo dell’avvocato è fondamentale non solo per pianificare correttamente la successione, ma soprattutto per prevenire i conflitti. I clienti ci affidano la vita delle loro aziende e il futuro di pezzi interi della società: questo impone competenza, specializzazione, responsabilità”.Il tema della specializzazione ha trovato ulteriore sviluppo nell’intervento di Andrea Libranti, che ha portato il saluto dell’Unione Nazionale Camere degli Avvocati Tributaristi, spostando l’accento sulla necessità di una consulenza che intervenga a monte: "Non è solo una questione tecnico-giuridica: è un momento di continuità, di trasmissione di valori, di assunzione di responsabilità verso il futuro. E proprio per questo richiede una consulenza evoluta, che non si fermi alla gestione del contenzioso a valle di un accertamento, ma accompagni l’imprenditore nelle scelte - familiari e aziendali - molto prima che il problema si presenti. L’avvocato tributarista oggi svolge sempre più una funzione di prevenzione del rischio: è questa la direzione verso cui la professione deve andare”.A spiegare la valenza dell’iniziativa è stato il presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Catania, Sergio Cacopardo, che ha ricondotto tutto al punto di partenza dell’ascolto: “L’idea è nata dai clienti: sono stati loro a sollecitarci, perché questo snodo tocca l’identità stessa dell’impresa, non solo i suoi aspetti fiscali e giuridici. È un tema che investe la famiglia, la continuità, il futuro di ciò che si è costruito nel tempo”.Ai saluti istituzionali hanno fatto seguito gli interventi tecnici. Fabio Chiarenza, responsabile dell’area fiscale dello studio Gianni & Origoni, ha aperto la sessione affrontando il tema del wealth management e della protezione dei patrimoni familiari. Successivamente, Paolo Bonaccorso, dottore commercialista, ha analizzato nel dettaglio la fiscalità e le operazioni straordinarie connesse al trasferimento d’impresa, mentre il notaio Carlo Saggio ha approfondito gli aspetti civilistici, completando una triade di interventi che ha restituito la complessità tecnica della materia nella sua interezza.Il dibattito si è arricchito poi dei contributi di Fulvio Castelli, avvocato tributarista e dottore commercialista, e di Giorgio Sangiorgio e Roberto Pulvirenti, consiglieri dell’Odcec. A chiudere i lavori è stato l’intervento di Flavio Sarcià, vicedirettore commerciale Italia di Banca Patrimoni Sella & C., che ha portato la prospettiva della gestione patrimoniale privata: un contributo che ha allargato il confronto oltre la dimensione strettamente giuridica, ricordando che il successo di questa transizione è strettamente legato anche ad un’efficace pianificazione finanziaria.