Trasformare un crescente fattore di pressione ambientale in una risorsa concreta per le comunità costiere, attraverso filiere locali, tecnologie a basso impatto e stampa 3D. È la sfida al centro del secondo open day di Plastron, il progetto europeo che ha fatto tappa a Stintino, in Sardegna, per mostrare come i rifiuti plastici raccolti dal mare possano diventare nuovi oggetti di design urbano.
Il borgo marino sardo ha ospitato due giornate di confronto tra amministrazioni, tecnici, imprese, scuole e partner di progetto, tracciando una rotta che unisce tutela degli ecosistemi marini ed economia circolare. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: recuperare plastiche disperse nei fondali e lungo le coste, trasformarle in nuovi materiali e utilizzarle per produrre elementi utili alle comunità, come rastrelliere per biciclette e tasselli per il posteggio dei monopattini. Finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, Plastron coinvolge sette partner – Confservizi Cispel Toscana come capofila, Università di Genova, Comune di Stintino, Città di Île Rousse, Université Côte d’Azur, Fondazione Medsea e Agenzia regionale recupero risorse della Toscana – con l’obiettivo di promuovere l’economia circolare nelle piccole comunità costiere.






