Quale sarà il furo della Dacia? Siamo andati a chiederlo a Katrin Adt, Ceo del marchio e Frank Marotte, vice president marketing and sales che sono partiti subito da una considerazione condivisa. Ossia che “oggi il mercato automobilistico è molto più complesso di una volta. Non c’è più una sola crisi da superare, ma tante crisi sommate e intrecciate". Come si orienta Dacia in questo scenario?Katrin Adt: "Esattamente. Non è più come una volta. Oggi le crisi sono multiple, complicate e sovrapposte. È difficile prevedere il futuro con certezza. Però una cosa è chiara: c’è una crisi energetica in corso e noi rispondiamo con modelli a bassissimi consumi, sia elettrici sia a GPL. È la nostra risposta concreta alle esigenze reali del mercato. Parliamo della Sandero Full Hybrid. Quando arriverà e qual è il futuro della tecnologia Full Hybrid abbinata al GPL? Frank Marotte: "Cerchiamo sempre di rispondere alle aspettative dei nostri clienti. Per questo resteremo legati al GPL il più a lungo possibile: offre un vantaggio concreto in termini di costi e autonomia. La Sandero Full Hybrid arriverà a breve e rappresenterà un altro passo nel nostro percorso. L’importante è mantenere il DNA di Dacia: best value for money. Nel gruppo possiamo “giocare al Lego”: abbiamo tanti mattoncini tecnologici e li combiniamo per offrire esattamente ciò che serve al cliente senza complicazioni inutili”. I brand cinesi stanno crescendo velocemente. Come reagisce Dacia?Katrin Adt: "Riconosciamo i loro punti di forza: velocità di sviluppo e contenimento dei costi. Ma questi sono anche i nostri punti di forza di Gruppo. Abbiamo aumentato enormemente la velocità di sviluppo: stiamo per lanciare una vettura nata in soli 16 mesi, un record per noi. Non copiamo, innoviamo. Siamo un brand europeo, abbiamo i migliori valori residui d’Europa e una rete di assistenza capillare. Il cliente Dacia sa che rivenderà facilmente la sua auto e che sarà sempre assistito”.Frank Marotte: “Esatto. Le radici di Dacia sono importanti per il futuro. Abbiamo armi per competere: buon design, tecnologia affidabile e un approccio europeo. I gusti dei clienti europei sono diversi da quelli cinesi o americani (basti pensare alla richiesta del cambio automatico). Lavorare da europei per l’Europa è il nostro grande vantaggio”. L’Europa ha siglato importanti accordi commerciali con USA e Sud America. Cambia il vostro approccio? E nel segmento delle piccole che cosa state preparando?Katrin Adt: "Usiamo le partnership solo se portano un vero vantaggio per i nostri clienti. Non abbiamo strategie di internazionalizzazione forzate, ma siamo sempre aperti alle opportunità. Per quanto riguarda il segmento A, stiamo per lanciare una nuova piccola, cugina della Twingo, completamente elettrica”. In Italia Dacia va molto bene. Qual è il segreto del vostro successo qui?Frank Marotte: "L’Italia è il nostro secondo mercato dopo la Francia e il segmento B è il più importante. I clienti italiani sono molto aperti al GPL, mentre in altri Paesi è diverso, e sono ancora un po’ ostili all’elettrico puro: queste caratteristiche ci hanno avvantaggiato”. In passato si diceva che Dacia prendeva “il meglio della tecnologia che la gente voleva davvero. È ancora vero?Katrin Adt: "Assolutamente sì. Il nostro punto di forza è usare i “mattoncini Lego” del Gruppo per offrire semplicità anche in un mondo che si elettrifica sempre di più. Nel mondo elettrico ci sarà una corsa alla tecnologia sempre più costosa. Noi invece puntiamo a una diversificazione delle tecnologie: elettriche con prestazioni diverse da quelle dei concorrenti, ma sempre accessibili e senza complicazioni". Dopo l’esperienza del Sandrider alla Dakar, ci saranno altri impegni nel motorsport?Katrin Adt: “Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto nella Dakar. Ora vedremo. Non siamo un brand che spende cifre folli che poi ricadono sul prezzo delle auto dei clienti. Il motorsport per noi deve avere senso e portare valore reale al marchio”. Il concept Striker sembra una station wagon. Come lo posizionerete?Frank Marotte: “Non è né un crossover né una station wagon. È un concept nuovo con cui vogliamo cambiare le regole del gioco. Proporremo cose mai viste prima, puntando su efficienza, leggerezza e consumi bassissimi”. Infine, cosa state facendo per rispondere alla richiesta dell’Unione Europea sulle e-car (e-fuel o carburanti sintetici)?Katrin Adt: "Dipende molto dall’evoluzione delle normative. Ma una cosa è certa: ci sarà un posto sul mercato anche per le e-car. Noi saremo pronti, sempre fedeli al nostro DNA di accessibilità e valore reale per il cliente”.
Katrin Adt e Frank Marotte: “Dacia non copia, innova. E resta fedele al suo DNA”
Adt, ceo del marchio e Marotte, vice president marketing and sales, svelano le strategie del colosso rumeno del Gruppo Renault









