È sempre più difficile tenere la politica fuori dall’Eurovision Song Contest, il festival della canzone europea, che sabato 16 maggio ha visto vincere per la prima volta la Bulgaria .
Alle polemiche per la partecipazione di Israele ora si sono aggiunte anche le proteste in Moldavia, dove migliaia di cittadini hanno accusato la loro giuria nazionale di aver deliberatamente boicottato le canzoni di due Paesi «amici» come la Romania e l’Ucraina.
I post sui social sono diventati una valanga, e la valanga ha travolto il direttore della tv di Stato Teleradio-Moldova, Vlad Turcanu, che si è affrettato a dare le dimissioni assumendosi tutta la responsabilità dell’accaduto.
Alle ultime elezioni la Moldavia ha eletto un governo filo-europeo, ha avanzato la propria candidatura per entrare nell’Unione europea e ha condannato fin da subito l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, schierandosi dalla parte di Kiev.
Il Paese condivide inoltre forti legami linguistici e culturali con la Romania: molti abitanti della Moldavia hanno anche il passaporto rumeno, le relazioni tra i due Paesi confinanti sono stabili e i relativi abitanti si considerano in relazioni di amicizia.










