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L'opposizione annuncia una proposta di legge per istituire una commissione per far luce "sulle cause e sulle responsabilità" che hanno portato alla situazione attuale: "Decaro non scarichi responsabilità su Roma". La replica della maggioranza: "Nessuna paura della trasparenza ma basta propaganda sulla pelle dei pugliesi"
La manovra presentata nei giorni scorsi dal presidente Decaro, con l'aumento dell'addizionale Irpef per ripianare il disavanzo della sanità da 349 milioni della sanità regionale, ha acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione.
Per la Regione, come spiegato nel corso della conferenza stampa da Decaro, si è trattato di una scelta obbligata per colmare i circa 241 milioni di euro del disequilibrio, al netto dei circa 107 milioni recuperati dal bilancio dell'ente, tagliando, ha ricordato Decaro "tagliato i costi della politica e della macchina regionale". Il piano, come noto, prevede un ritocco graduale e progressivo delle aliquote, che lascia fuori i redditi sotto ai 15mila euro annui. Nel suo intervento, Decaro ha ricordato come la spesa sanitaria sia "aumentata drammaticamente in tutta Italia", evidenziando, a fronte dei maggiori costi, un 'gap' nei trasferimenti statali: "A fronte di un aumento dei costi pari al 3,6% - ha detto il presidente pugliese - il Governo centrale copre aumentando solo dell’1,2% il fondo sanitario nazionale e alla Puglia è stato riconosciuto solo 1,09%".










