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La consigliera Conticelli interroga l'assessore Riboldi, che dopo il Consiglio regionale polemizza col Pd

Anche questa settimana in Consiglio regionale ha tenuto banco, insieme ai suoi debiti, la Sanità. Dopo l'intervento urgente disposto con il disegno di legge (ddl) 132, approvato il 7 maggio, per ripianare il buco da 209 milioni di euro delle Aziende sanitarie locali la Giunta del presidente Alberto Cirio ha affrontato il caso degli ospedali Sant'Anna (ostetrico-ginecologico) e Regina Margherita (infantile), che sono stati uniti a fine 2025: oggi sono una singola azienda ospedaliera, il Sant'Anna è stato scorporato dalla Città della salute e della scienza ed accorpato al Regina Margherita.

La consigliera regionale del Partito democratico (Pd), Nadia Conticelli, ha interrogato l'assessore alla Sanità, Federico Riboldi, sulla situazione nella quale è nato l'ospedale di Torino, il quale non può che fare i conti con il suo bilancio, per stare oggi in piedi, magari eccellere, come i due istituti inglobati hanno fatto nei decenni, e guardare al futuro: Riboldi vorrebbe, anche per poter accedere a finanziamenti privati, candidare il Regina-Sant'Anna ad Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), per elevarlo a centro di ricerca nazionale. Le intenzioni della Regione Piemonte sono ambiziose ma, sostiene la consigliera democratica, “quest'azienda nasce con un debito di quasi 50 milioni di euro e per diventare Irccs serve un triennio di bilanci in attivo”.