E meno male che negli ospedali non ci sarebbero spazi adeguati. C'è ne sono eccome, e inutilizzati da anni. È il caso del CTO di Torino, dove va dato merito all'attuale direzione della Città della Salute di avere creato un nuovo reparto al sedicesimo piano del Traumatologico. Inutilizzato, pensate un po', da cinque anni. Nuovo spazio Oggi l'inaugurazione del reparto di degenza che, in aggiunta, permettendo di accorciare le relative liste d’attesa. Presenti la campionessa olimpica Federica Brignone, di Andrea Tronzano, Livio Tranchida, Alessandro Massé, Giuseppe Massazza e Paolo Melchior.
Dopo cinque anni riapre il 16esimo piano del Cto di Torino: festa con Federica Brignone
Una storia che parte da lontano Il piano era stato chiuso definitivamente ad aprile 2021 a causa di una grave insufficienza degli impianti di climatizzazione esistenti. Il costo dell’opera è stato di circa 805 mila euro. A partire da luglio 2025 il reparto è stato interessato da un intervento di ristrutturazione degli impianti di climatizzazione e di ricambio dell’aria al fine di permetterne la riattivazione definitiva, finanziato con i fondi ex art. 71 Legge 448/1998 per un valore di circa 584mila euro.
Impianti a norma E’ stato contestualmente effettuato, attraverso fondi aziendali (circa 221mila euro), un intervento di adeguamento alla normativa cogente sugli impianti di illuminazione, antincendio, gas medicali e relativa umanizzazione. Posti e impiego Il reparto, dotato di 21 posti letto (dieci stanze da due letti e una singola), è stato attivato a partire dalla giornata di ieri. Inizialmente verranno utilizzati 10 posti letto. Sarà assegnato alla Ortopedia e Traumatologia 1 universitaria (diretta dal professor Alessandro Massé) ed accoglierà la patologia elettiva, in particolar modo protesica. Il nuovo assetto strutturale ed organizzativo del reparto risponde pienamente ai più moderni criteri di sicurezza, funzionalità ed umanizzazione degli spazi di cura, oltre che garantire una maggiore ricettività verso la chirurgia di elezione, sempre in sofferenza per la crescente richiesta traumatologica.










