L’operazione miliardaria tra il tiktoker e la società Rich Sparkle Holdings, annunciata lo scorso gennaio, si è spenta nel più completo silenzio: la ricostruzione degli eventi e i dettagli finanziari dell’accordo

Sulla carta, quella di Khaby Lame sembrava essere una strada tutta in discesa, o quasi. Un seguito da oltre 160 milioni di persone su TikTok senza dire una parola, apparizioni nei blockbuster di Hollywood, collaborazioni con brand di lusso e, non ultimo, un contratto con la Rich Sparkle Holdings (una società di Hong Kong quotata al Nasdaq, capitalizzata in larga parte da azionisti cinesi) che lo avrebbe fatto diventare miliardario ad appena 26 anni o poco più.

In un piano del tutto ipotetico, una volta portata a termine l’operazione finanziaria, il tiktoker italo-senegalese avrebbe infatti posseduto circa il 40,83% delle azioni di Rich Sparkle Holdings. Un accordo che prevedeva la cessione dei suoi diritti d’immagine con l’obiettivo di sviluppare un clone generato dall’intelligenza artificiale (in barba alle recenti proteste degli attori statunitensi) per massimizzare le vendite online, forte del «contributo» non indifferente dell’influencer cinese Crazy Little Brother Yang: sommati tra di loro, il bacino d’utenza complessivo conterebbe oltre 700 milioni di follower all’attivo, un numero che fa decisamente gola in termini commerciali, con ricavi stimati che superano ampiamente i 4 miliardi di dollari.