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Khaby Lame è un paradosso, almeno dei social. 26 anni, nato in Senegal ma cresciuto in Italia, Khaby è attualmente la persona più seguita al mondo su TikTok. Circa 160 milioni di follower. Alti, ma non a questi livelli, i follower di Instagram: 77 milioni. La sua carriera è decollata nel 2021, quando il suo account è passato da essere un piccolo caso italiano a un caso globale. Ha partecipato a campagne pubblicitarie con brand di lusso, è comparso nel video in cui Mark Zuckerberg ha lanciato il Metaverso, è stato giudice nella 13° edizione di Italia’s Got Talent. Eppure nonostante questa esposizione di lui non si sa molto.
Tra il settembre 2023 e il maggio 2024 è stato sposato con la modella Wendy Thembelihle Juel. Nel giugno del 2025 è uscita la notizia del suo arresto a Las Vegas, un fermo con conseguente espulsione dagli Stati Uniti per colpa di un visto scaduto. Notizia che in quei giorni viene confermata dall’ICE ma mai commentata da Khaby Lame. E ancora. Nel gennaio del 2026 circola la notizia di un accordo tra Khaby Lame e una società di Hong Kong per cedere i diritti della sua immagine, così da trasformarsi in un clone gestito dall’intelligenza artificiale. Accordo, ancora una volta, di cui non si è saputo più nulla. Il crollo in Borsa della società che doveva clonare Khaby Lame L’accordo doveva essere tra due società. La Step Distinctive, con sede alle Isole Vergini Britanniche e la Rich Sparkle, quotata al Nasdaq. La Step Distinctive è la società guidata da Khaby Lame che gestisce anche i suoi diritti di immagini. Parliamo di un accordo che secondo i documenti ufficiali della Securities and Exchange Commission (SEC) doveva essere attorno ai 990 milioni di dollari. Non solo. In base all’accordo Khaby avrebbe dato il permesso di usare la sua immagine anche per la creazione di un gemello artificiale, un clone creato con l’intelligenza artificiale che si sarebbe occupato comunque di contenuti e campagne marketing. In effetti un salto nella produzione di contenuti che almeno per i grandi nomi dei social non abbiamo ancora visto.







