Dopo un silenzio durato oltre novant’anni, uno dei nomi più prestigiosi e pionieristici dell’automobilismo italiano torna finalmente a solcare le strade. Fondata a Torino nel 1903 e rimasta attiva fino al 1935, la Itala è entrata nella leggenda grazie a imprese epiche come il raid Parigi-Pechino del 1907, vinto dal principe Scipione Borghese proprio a bordo di una vettura del marchio. Oggi, questa “bella addormentata” dell’industria nazionale rinasce grazie alla visione del gruppo DR Automobiles, che ha scelto di riportarla in vita partendo dalle radici storiche per proiettarsi in un mercato globale e moderno.

L’asse Italia-Cina: la genesi della Itala 35

La strategia dietro questa rinascita si inserisce nel piano “Historic Italian Brands” di DR, che mira a rilanciare marchi storici (incluso il brand Osca) attraverso una formula industriale consolidata: l’unione tra la solidità tecnologica asiatica e il gusto estetico italiano. La nuova Itala 35, il modello che segna il debutto di questa nuova era, non nasce infatti da un foglio bianco, ma sfrutta la piattaforma e il powertrain della crossover cinese Trumpchi GS3 Yingsu, prodotta dal colosso GAC Group.

Sebbene la base tecnica sia straniera, l’anima della vettura viene rifinita in Italia. Le auto verranno assemblate in nuovi impianti dedicati a Macchia d’Isernia, la cui inaugurazione è prevista per settembre 2026. Qui, il tocco italiano si esprime nella personalizzazione e nei materiali: l’abitacolo della Itala 35 vanta rivestimenti che mescolano pelle selezionata italiana e Alcantara, con finiture artigianali che cercano di elevare la percezione di lusso del veicolo.